A Ciambra - Arsenale Cinema

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A Ciambra

di Jonas Carpignano


Sinossi

Pio, 14 anni, vive nella piccolo comunità Rom denominata A Ciambra, in Calabria. Beve, fuma ed è uno dei pochi che siano in relazione con tutte le realtà presenti in zona: gli italiani, gli africani e i suoi consanguinei Rom. Pio segue e ammira il fratello maggiore Cosimo e da lui apprende gli elementi basilari del furto. Quando Cosimo e il padre vengono arrestati tocca a Pio il ruolo del capofamiglia precoce che deve provvedere al sostentamento della numerosa famiglia.


Critica

Pio è astuto e avventato, sia che penetri in una casa di italiani poco raccomandabili sia che rubi un’auto. È intelligente, fiero, inarrestabile, indomabile. Una forza della natura che buca lo schermo. Il regista riesce a trovare un equilibrio, sottile ma preciso, per farne un personaggio a cui lo spettatore aderisce quasi fisicamente. Nessuna retorica dell’eroe-bambino però, nessuna enfasi umanistica, perché se Pio è un eroe, lo è a modo suo.

Quello di Pio è un ritratto come non se ne fanno più nel cinema italiano. Un ragazzo alla ricerca affannosa ma ostinata, caparbia, di un punto di riferimento, di un appoggio nell’amore, nell’affetto. Questa la sua impresa eroica. Dietro ai piccoli avvenimenti che si succedono nella comunità, dietro al caotico guerreggiare e sovvertire di Pio troviamo un adolescente che si sta affacciando all’età adulta in conflitto con la famiglia. È combattivo ma in fondo spaurito come chiunque si trovi di fronte all’entrata in una terra incognita. La richiesta di attenzione e amore per quanto confusa è evidente. E la frenesia che in numerosi tratti pervade il film è come il riflesso del caos e dell’inquietudine di Pio.

Inquietudine e caos sfociano in un rapporto empatico e intenso con la comunità di immigrati africani e in particolare con uno di essi, un giovane molto carismatico. Pio è spontaneo, privo di pregiudizi e tratta tutti allo stesso modo, compresi i “marocchini”, come i rom chiamano gli africani.

Carpignano riproduce con vivida precisione i dialoghi delle due comunità. Sembra tutto spontaneo, ma tutto è scritto. Il suo film ritrova gli intenti del neorealismo, senza mai scimmiottarlo scolasticamente. In effetti il suo stile è diverso, forse più prossimo a quello dei fratelli Dardenne o di Robert Bresson. E siamo lontani da tanto cinema italiano che scivola nell’ovvio e nel telefonato, dai facili sentimentalismi e dagli ammiccamenti. Infatti, gli stati d’animo, la sofferenza e la condizione umana sono restituiti attraverso un’attenta rappresentazione dei comportamenti e degli eventi che ne conseguono.

Francesco Boille, Internazionale.it

 

Scheda
Titolo: A Ciambra
Regia di: Jonas Carpignano
Durata: 117'
Luogo, Anno: Italia, Francia, Germania, 2017
Cast: Pio Amato, Koudous Seihon, Damiano Amato