Amore, furti e altri guai - Arsenale Cinema

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Amore, furti e altri guai

di Muayad Alayan


Sinossi

Mousa, ladro di auto palestinese, si trova in difficoltà quando ruba la macchina sbagliata. Quella che pensava fosse un'auto israeliana ed un modo semplice per fare soldi nel suo campo profughi impoverito risulta essere un carico di sfortuna quando scopre nel bagagliaio un soldato israeliano rapito da militanti palestinesi. Mousa tenta, inoltre, di riavvicinarsi alla donna amata e, nel frattempo, sogna di emigrare in Italia per giocare nella Fiorentina e trova un procuratore palestinese che gli promette di realizzare questo sogno.


Critica

Se dal titolo vi aspettate una commedia americana di grana grossa, vi sbagliate. Non bisogna neanche prendersela con chi ha tradotto il titolo originale, perché lo ha fatto diligentemente. Per una volta dalla Palestina (e Israele) arriva una commedia, non un dramma sulla quotidiana lotta per la sopravvivenza in quella parte del mondo. Intendiamoci, il giovane Muayad Alayan non ha ignorato le difficoltà di Betlemme, o Gerusalemme est, ma ha utilizzato alcuni archetipi per renderli parte di una commedia. Non manca il prigioniero incappucciato, che il protagonista trova nel cofano posteriore della macchina che, una mattina come tante altre, si trova a rubare ai pendolari che ogni giorno attraversano il muro per andare a lavorare in Israele.

Mousa, questo il suo nome, pensava fosse semplicemente una macchina come le altre, oltretutto con targa israeliana; occasione per guadagnare qualche soldo nel campo profughi in cui vive, rivendendone i pezzi. Ma ci trova un soldato israeliano rapito da miliziani palestinesi e la questione si fa molto complicata; un ulteriore aggravio a un’esistenza ciondolante, fra una relazione con una donna sposata con un uomo ricco e violento, i sogni di ragazzo infranti, e la speranza di emigrare in Italia, con la scusa di fare il calciatore nella Fiorentina.

Amore, furti e altri guai ha l’impostazione di una commedia picaresca, fatta di incontri e avventure che non fanno che affossare ancora di più il povero Mousa. Non gliene va mai bene una, tutti lo cercano con intenzioni non gentili, come un Wile Coyote palestinese, fra inseguimenti alla Guardie e ladri, reprimende del padre sempre più disilluso, e la lotta contro il tempo per racimolare i soldi che gli servono per andarsene finalmente dal suo paese.

Sullo sfondo le vicende, realmente accadute, di uno scambio di centinaia di prigionieri palestinesi, in cambio di un soldato israeliano, che nella finzione di Amore, furti e altri guai, diventa proprio il ragazzo trovato nella macchina. Quasi non riuscisse a concepire possibile una struttura pienamente comica alle vicende del suo paese, Alayan, tornato in patria dopo aver studiato a San Francisco, inserisce una conclusione drammatica, manifestando l’inevitabilità di qualche danno collaterale: anche se parliamo di una commedia, anche se per amore. Fra scritte sui muri contro gli accordi di Oslo, ormai falliti nella loro messa in pratica, madri palestinesi che aspettano da anni i figli prigionieri nelle carceri israeliane, è una la scena decisiva. Un momento in cui il dialogo, quasi assente nel resto del film, si fa fitto: Mousa viene trovato dai miliziani, il cui capo, da lui stesso definito idolo di gioventù per la sua lotta patriottica, gli rinfaccia la sua voglia di lasciare la patria. “Il cambiamento lo si crea restando”, gli dice. Ma Mousa risponde disilluso accusando lui e la classe dirigente, al potere ormai da molti anni, specie dopo la morte di Arafat, di non aver fatto niente altro che cedere alla corruzione, rendendo la Palestina un luogo disperatamente povero, in cui uno come lui può solo mendicare o rubare.

Mauro Donzelli, Coming Soon

 

Scheda
Titolo: Amore, furti e altri guai
Regia di: Muayad Alayan
Durata: 93'
Luogo, Anno: Palestina, 2015
Cast: Sami Metwasi, Maya Abu Alhayyat, Ramzi Maqdisi