Aquarius - Arsenale Cinema

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Aquarius

di Kleber Mendonça Filho


Sinossi

Clara è un critico musicale in pensione ed è rimasta l'unica ad abitare il palazzo “Aquarius”, costruito negli anni Quaranta per l'alta borghesia di Recife. Tutti gli altri inquilini hanno ceduto alle offerte di una società immobiliare che ora possiede l'intero stabile, con l'eccezione dell'interno di Clara. Tra lei e Diego, il giovane incaricato del progetto dalla Società, s'innesca un'aperta guerra fredda, che spinge forzatamente la donna a ripensare al proprio passato così come al futuro che l'aspetta.


Critica

Nell'arco di due ore di proiezione, il racconto di qualche settimana nella vita di una donna di quasi 70 anni e in procinto di essere sfrattata dal suo appartamento, diventa una sorts di mappa astronomica, di affresco storico. Aquarius, secondo film del regista brasiliano Kleber Mendonga Filho, si apre come se fosse un ritratto di donna, si svolge come una meditazione sul tempo e l'azione, si risolve infine come un trattato sull'arte della guerra. Questa ricchezza inesauribile, questa complessità luminosamente dettagliata non impedisce al film di scorrere con grazia.

Innanzitutto la mappa astronomica: la stella attorno a cui tutto ruota si chiama Clara. Un prologo breve e intenso la mostra nei suoi radiosi trent'anni, giovane madre e moglie di polso. La ritroviamo nella stessa casa, un appartamento con vista sulla baia di Recife, una quarantina d'anni più tardi. Clara, che ora ha i tratti dell'icona del cinema brasiliano Sonia Braga, vive sola in grandi stanze inondate di luce. Critica musicale in pensione, la vediamo istruire due giovani giornaliste sui rispettivi meriti del vinile (la sua collezione di dischi ricopre intere pareti) e degli mp3, prima di tornare alla sua solitudine.

A poco a poco, Kleber Mendonga fa sfilare i satelliti di Clara sullo schermo. Ladjane (Zoraide Coleto), la domestica con cui la padrona di casa intrattiene un rapporto di affetto e di egemonia; il bagnino della spiaggia, Roberval, che sorveglia con particolare attenzione il bagno quotidiano di Clara; i tre figli che adorano la loro madre come si farebbe con una divinità imprevedibile. Questi personaggi almeno obbediscono alle leggi ordinarie della famiglia e della vita domestica; con i suoi amici e con la cognata, invece, Dona Clara va a ballare, perché questa è la prima ragion d'essere della musica che ascolta a casa da sola: far ballare.

Ma ecco che in questo cielo tropicale arrivano Diego e suo nonno, famiglia di promotori immobiliari, decisi a riscattare I'ultimo appartamento del condominio "Aquarius" su cui ancora non hanno messo le mani, quello di Clara. L'edificio ha quasi settant'anni, schiacciato dagli alti palazzi circostanti, e la sua stessa sopravvivenza e un insulto al prezzo al metro quadro della zona. Clara si rifiuta di lasciare un posto dove ogni angolo, ogni listello di parquet, ogni crepa nel muro trasuda piccole gocce della propria storia.

La sceneggiatura e la messa in scena di Kleber Mendonga Filho fanno un uso notevole del passato. Aquarius è privo di flashback propriamente detti. La prima sequenza, che mostra Clara nel suo appartamento al momento del suo trionfo sul cancro, è così forte nella capacità di mettere in gioco in pochi minuti personaggi e situazioni e nello stabilire l'unicità di quel posto, che diviene per lo spettatore un ricordo prezioso che si porterà dietro per tutto il film. Nel corso della narrazione, poi, i momenti che si distanziano dalla realtà prenderanno piuttosto la forma del sogno, della memoria deformata dalle fantasie e dagli avvenimenti del presente. Qui il passato non muore, ma resta un elemento essenziale e cangiante della vita che scorre.

Se questa magnifica idea s'impone nel corso dell'intero film è in gran parte merito della grazia di Sonia Braga. La stella brasiliana degli anni Ottanta (Dona Flor e i suoi due mariti, II bacio della donna ragno) torna al cinema dopo una lunga serie di lavori per la televisione, come una sovrana di ritorno dall'esilio. Come dice il suo personaggio, Clara è insieme "una vecchia e una bambina". A dispetto delle norme sociali, ha conservato quasi intatto un potere seduttivo che le permette di soggiogare uomini che potrebbero quasi esserle nipoti.

Thomas Sotinel, Le Monde 28 settembre 2016

 

Scheda
Titolo: Aquarius
Regia di: Kleber Mendonça Filho
Durata: 140'
Luogo, Anno: Brasile/Francia, 2016
Cast: Sonia Braga, Maeve Jinkings, Irandhir Santos