Arancia meccanica - Arsenale Cinema

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Arancia meccanica

di Stanley Kubrick


Sinossi

A Londra, in un prossimo futuro, vive Alex (McDowell), un teppista innamorato della musica di Beethoven (che lui chiama amichevolmente Ludovicovan) e dei serpenti. Comanda una piccola banda con la quale scorrazza per le strade picchiando la gente, violentando le donne e ingaggiando battaglie con le bande rivali. Una sera, penetrato in una casa privata, uccide una signora. I suoi amici lo lasciano ed Alex viene arrestato dalla polizia. Al posto della prigione sceglie di essere sottoposto ad un condizionamento psicologico, una specie di riprogrammazione mentale che inibisce ogni pulsione di violenza. Tornato in libertà ed incapace di reagire, è in balìa delle aggressioni degli altri. Prima delle elezioni politiche il partito all'opposizione fa forza sul "caso Alex" per condannare quei metodi di cura. Il ragazzo viene sottoposto ad una controcura e riprenderà a violentare ed ad uccidere, ma questa volta protetto dalle autorità.


Critica

Dopo 2001: Odissea nello Spazio, Kubrick lascia ai posteri i Dieci Comandamenti per un altro genere cinematografico, la satira grottesca e violenta, invero poco frequentata per i suoi connotati maledetti, facili alla lapidazione dei moralisti e alla censura (ma il regista aveva il final cut). Ancora oggi, in quanto capolavoro, nessuno è mai riuscito ad essere altrettanto caustico, spietato, disturbante, attraente nel descrivere uno spirito punk (movimento che il film ha anticipato), cioè del tutto nichilista, anarchico (Alex è a-lex, senza Legge), menefreghista, anti-borghese (Bunuel ha adorato il film, infatti). Basti la terribile, perché del tutto gratuita e con sberleffo, sequenza dello stupro sulle note di “Singin’ in the rain”. Prendendo le mosse dal romanzo di Anthony Burgess (la cui moglie, incinta, venne violentata nel 1942 da quattro disertori americani), Kubrick non edulcora nulla, adotta la prospettiva del suo Riccardo III che compie gesta esecrabili ma resta attraente (perché del tutto sincero e simbolo del lato selvaggio del nostro inconscio) e lo dota di Io narrante (con nuovo linguaggio, il Nadsat): nel momento in cui lo spettatore sta col Diavolo, forse s’accorgerà che gli è speculare e che il vero pericolo è l’Autorità, il Sistema disumano che non è in grado di educarlo. Infiniti i rimandi, le scene di culto, le polemiche alla sua uscita (il regista decise di toglierlo dalla circolazione nel 1974 da una Gran Bretagna scenario di stupri e omicidi imitatori), gli ingredienti che non hanno influenzato solo la Settima Arte ma tutte le categorie di pensiero. Malcolm McDowell resterà per sempre in questo ruolo, volente o nolente: del resto tutto lo presagiva quando interpretò Se… di Lindsay Anderson con lo stesso, in pratica, personaggio. “Strano come un’arancia a orologeria” (detto inglese) è anche il soundtrack (fondamentale, insieme ai ralenti e alle accelerazioni, per stilizzare la violenza) con sinfonie elettroniche all’avanguardia, che rispettano i contrasti amati da Alex (musica gioiosa per azioni turpi), e questo presente futuribile (perché il libro è ambientato nel futuro del 1970), una Londra anni sessanta lisergica-Pop Art ripresa a suon di zoom. La riflessione amara che resta è che la Violenza fa parte della natura umana, non può essere sradicata: c’è sempre bisogno di scegliere fra Bene e Male. È la società che crea mostri nel momento in cui finge che l’Ombra non esista o possa essere costretta a scomparire (il trattamento Ludovico, che manipola la libertà individuale e trasforma in robot-arancia meccanica).
Niccolò Rangoni Machiavelli, spietati.it

 

Scheda
Titolo: Arancia meccanica
Regia di: Stanley Kubrick
Durata: 138'
Luogo, Anno: GB, 1971
Cast: Malcom Mc Dowell, Patrick Magee, Michael Bates

In programmazione