Capo e croce - Arsenale Cinema

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Capo e croce

di Paolo Carboni e Marco Antonio Pani


Sinossi

Nel giugno del 2010 migliaia di pastori provenienti da ogni parte della Sardegna si riuniscono nel Movimento Pastori Sardi per dar luogo a una protesta clamorosa. Durante una lunga estate i pastori invadono porti, aeroporti, strade, inondano le vie del capoluogo Cagliari, occupano il palazzo della Regione per cercare di ottenere dignità e un giusto prezzo per il loro prodotto principale: il latte. Questo film non è la cronaca di quegli eventi, ma un viaggio inedito, attraverso le ragioni dei pastori e la loro realtà quotidiana, alla ricerca delle origini della protesta. Capo e Croce racconta una storia di lavoro, giustizia e dignità.


Critica

"Testa o croce" che diventa "Capo e Croce". Un gioco d'azzardo che i pastori giocano ogni volta che fanno investimenti per migliorare la propria condizione, che accettano i termini di una nuova politica europea, o decidono di non adeguarvisi. Un gioco di luci ed ombre che li vede protagonisti di un'immagine "folkloristicamente autentica della Sardegna" e allo stesso tempo discriminati come ribelli, simbolo di candore bucolico e allo stesso tempo di rozzezza e ignoranza, nonostante abbiano cresciuto, scaldato e mandato a studiare un popolo intero. Nel giugno del 2010 migliaia di pastori provenienti da ogni parte della Sardegna si riuniscono nel Movimento Pastori Sardi per dar luogo a una protesta clamorosa. Durante una lunga estate i pastori invadono porti, aeroporti, strade, inondano le vie del capoluogo Cagliari, occupano il palazzo del Consiglio Regionale per cercare di ottenere dignità e un giusto prezzo per il loro prodotto principale: il latte.

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Scheda
Titolo: Capo e croce
Regia di: Paolo Carboni e Marco Antonio Pani
Durata: 104'
Luogo, Anno: Italia, 2014
Cast: Giovanni Masia, Felice Floris, Dino Piroddi, Priamo Cottu, Tore Concas, Giovanni Duras, Maria Barca

In programmazione
  • Gio 30 Nov h 21:00  

    Arsenale
    Ingresso libero per tutti
    Intervento di Paolo Carboni , Marco Antonio Pani e Giovanni Masia
    Commento e discussione di Samantha Giusti