Faithfull - Arsenale Cinema

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Faithfull

di Sandrine Bonnaire


Sinossi

Marianne Faithfull ha vissuto a pieno la sua vita, segnata dal successo a 17 anni, dalla relazione con Mick Jagger nel periodo più tumultuoso dei Rolling Stones, dagli scandali, dalla tossicodipendenza, dal declino e dall'esistenza di strada, prima di rinascere e di ottenere nuovi riconoscimenti artistici. A raccontare i suoi mille volti e la sua vita straordinaria è l'attrice e regista Sandrine Bonnaire.


Critica

In un continuo andirivieni temporale, i look floreali degli anni 60 rincorrono i primi piani di oggi e il confronto è spiazzante. Tra i due poli, una produzione costante in studio di registrazione, a partire da "Broken English" (1979), filmato in video da Derek Jarman (l'album con "The Ballad of Lucy Jordan", che risuona anche in Thelma e Louise) fino alla raccolta di cover "Easy Come, Easy Go" (2008), con guest come Nick Cave, Cat Power, Jarvis Cocker, il sontuoso "Give My Love To London" (2014) e "No Exit" (2016), con cui Faithfull ha festeggiato, anche con un tour, il suo mezzo secolo di attività. Nei teatri (come il Bataclan, prima e dopo l'attentato) insieme a una super band: Rob Ellis, Rob McVey, Ed Harcourt, Warren Ellis.

L'obiettivo della Bonnaire, come lei senza tetto né legge, la inchioda a più riprese, nell'arco di un anno e mezzo, a domande non pruriginose ma nemmeno confortevoli, che, tra estratti di live e registrazioni, spesso la riportano a un passato duro, oscuro, infernale. È infatti la voce spezzata della Faithfull che in inglese declama il dantesco Canto Primo ad aprire questa ricognizione molto empatica e documentata di vita dentro e ai margini dallo show business. Con una chiusa da "La Tempesta", perché la materia onirica alimenta anche la mitologia del rock. Ma in campo chiede spazio anche la voce della Bonnaire, che aspetta con sussurrata insistenza la possibilità di piccole epifanie: come il raccordo in montaggio tra la supplica alla regista perché spenga la macchina da presa e il "please" di Sister Morphine, «il vero inizio della mia vita creativa», di cui Marianne scrisse il testo. Faithfull è un riconoscersi tra artiste non convenzionali, teso alla rivelazione progressiva di un talento a lungo oscurato dalla dipendenza. Quel craft che è capacità e felicità di scrivere ma anche di dare nuova interpretazione ai testi, in un cantato tra Brecht e punk, eredità nobile tedesca e inglese sporcato dalla street life, vestigia di stiffness britannica e anticonformismo apolide.

Chi è Marianne Faithfull? Un'artista che ha avuto mille vite e due corpi, ma anche due voci, una soave e innocua, l'altra cavernosa, intermittente, sincera al punto da farsi ancora male, ma tramite la quale ha trovato se stessa. Un'antidiva che vuole ancora imparare dalla vita e sorride, anche con gli occhi, a ogni frase. Sottotitolo all'edizione francese: fleur d'âme. Per Bonnaire: un'artista fragile, a fior di pelle.

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Scheda
Titolo: Faithfull
Regia di: Sandrine Bonnaire
Durata: 61'
Luogo, Anno: Francia, 2017
Cast: Marianne Faithfull, Mick Jagger, Damon Albarn, Anselm Kiefer

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