Glory - Non c'è tempo per gli onesti - Arsenale Cinema

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Glory - Non c'è tempo per gli onesti

di Kristina Grozeva


Sinossi

Tsanko Petrov lavora alla manutenzione dei binari ferriovari in uno stato di quasi indigenza. Un giorno trova sui binari del treno un'ingente somma di denaro. Anziché intascarselo, Tsanko chiama la polizia e le consegna il denaro, divenendo una sorte di eroe per la stampa nazionale. Come premio il Ministero dei Trasporti, nel frattempo al centro di un'indagine sulla corruzione, gli consegna un orologio. Solo che l'orologio nuovo non funziona e quello vecchio, regalato a Tsanko dal padre, viene smarrito dalla PR del ministro, Julia Staikova.


Critica

Girato con mezzi e libertà da cinema indipendente (low budget, camera a mano e location rubate alla strada) Glory in realtà si distacca dalle derive di questo modello non solo perché riesce a scansarne i vezzi, e perciò a evitare la frenesia della macchina da presa e delle riprese volutamente approssimate così come del bisogno ossessivo di parlarsi addosso, ma soprattutto per le qualità di un testo che senza farsene accorgere riesce a passare dal tono grottesco e paradossale della prima parte - quella in cui la circonvenzione del povero Petrov da parte di Julia e dei suoi accoliti è descritta con accenti quasi kafkiani - a quello crudo e drammatico della seconda, in cui la resa dei conti tanto inaspettata quanto inevitabile dà vita a un finale senza vincitori né vinti. Consapevole dell'importanza della denuncia di cui si fa promotore (la corruzione del sistema e la mancanza di morale dei governanti) Glory non commette l'errore di sbandierare i suoi contenuti a mo' di feticcio, ma ne rafforza gli effetti sporcandoli con gli artifici di una drammaturgia che riesce a trasformare l'indignazione in un noir esistenziale serrato ed emozionante. La violenza che ne deriva pur mettendo a dura prova le psicologie dei protagonisti si mantiene lontana dal contesto visivo a cui siamo stati abituati dal cinema americano; dal quale i registi si distaccano con la decisione di riversare la brutalità dei comportamenti, non tanto nell'esibizione del sangue e dei suoi rituali, quanto piuttosto sulle conseguenze che tali azioni comportano sulla qualità delle relazione umane, intese in senso deteriore e come strumento di oppressione e di ricatto (sintetizzate dalle reazioni di Julia rispetto alla realtà che la circonda), e come semplice merce di scambio.

Secondo atto di una trilogia dedicata a storie tratte da articoli di giornali Glory è interpretato da due attori superbi come Kristina Grozeva e Stefan Denolyubov capaci di rappresentare sui loro corpi le sottili differenze tra vittima e carnefice.

Carlo Cerofolini, ondacinema.it

 

Scheda
Titolo: Glory - Non c'è tempo per gli onesti
Regia di: Kristina Grozeva
Durata: 101'
Luogo, Anno: Bulgaria,Grecia,2016
Cast: Stefan Denolyubov, Margita Gosheva

In programmazione