Il diritto di uccidere - Arsenale Cinema

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Il diritto di uccidere

di Gavin Hood


Sinossi

Protagonista è il colonnello inglese Katherine Powell, che dirige a distanza un'operazione contro una cellula terroristica a Nairobi. Il suo "occhio" sul campo è un drone pilotato in Nevada dal giovane ufficiale Steve Watts, ma quando diventa inevitabile sferrare un attacco entrambi realizzano che anche una bambina innocente finirebbe tra le vittime. Mentre nessun politico nella "war room" londinese vuole prendersi la responsabilità di una decisione, una drammatica serie di eventi fa precipitare la situazione.


Critica

Thriller da camera ma al tempo stesso political-movie tra punti di vista contrapposti, quello de Il diritto di uccidere è cinema intelligente e dal piglio verista. Senza mai negarsi all'apertura di un dibattito etico, mantenendo ritmo e credibilità sul problematico fronte che attanaglia i protagonisti così come lo spettatore: quanto può valere una vita umana?

Gavin Hood non fa prediche, né deraglia da una resa narrativa sempre più ambigua e titubante, piuttosto riconfigura ogni domanda in una forma cinematografica angosciante e viscerale, pronta a sfidare qualsiasi propaganda (della war-room londinese) sulle nozioni di bene e male. Il regista di Ender's Game riesce proprio lì dove Andrew Niccol aveva fallito con il bistrattato Good Kill; se quest'ultimo sminuiva tutta la sua portata nella logica dei pro e dei contro di una crisi esistenziale all'epoca del digitale, il primo agisce invece per una meticolosa ricostruzione dei fatti che diviene massima espressione di uno scontro gerarchico fra responsabilità e coscienza personale. Assieme ad un cast d'alto rango e dentro uno scenario asimmetrico e di difficile definizione, che solo qualche anno fa sarebbe stato delegato alla mera fantascienza.

Tutto girato per unità di luogo e di tempo, Il diritto di uccidere alterna al suo drammatico gioco dei ruoli - politico, legale, militare - una classicità antica, ben calibrata nel poco spazio di manovra e valorizzata da interpretazioni impeccabili. Dialoghi serrati, tensione altissima, con l'occhio che uccide dal cielo a tenere incollati sullo schermo dalla primissima all'ultima inquadratura. Coadiuvati nelle loro stanze del potere, Helen Mirren, Aaron Paul (Breaking Bad) e l'ultima performance del compianto Alan Rickman (che regala sprazzi di humour british), divengono così i nervi tesi e scoperti di un mondo legislativo 'invisibile' eppure responsabile della morte collaterale di altri individui.

Francesco Bruni, movieplayer.it

 

Scheda
Titolo: Il diritto di uccidere
Regia di: Gavin Hood
Durata: 102'
Luogo, Anno: GB, 2016
Cast: Helen Mirren, Aaron Paul, Alan Rickman