Lei - Arsenale Cinema

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Lei

di Spike Jonze


Sinossi

Los Angeles, in un futuro non troppo lontano. Theodore è un uomo sensibile e complesso che si guadagna da vivere scrivendo lettere personali e toccanti per conto di altri. Depresso per la fine del suo matrimonio, Theodore scopre la possibilità di una nuova relazione amorosa grazie all'"incontro" con Samantha, un nuovo e sofisticato sistema operativo progettato per soddisfare ogni sua esigenza e che promette di essere uno strumento unico, intuitivo e ad altissime prestazioni. Sofisticatissimo esempio di intelligenza artificiale, Samantha è affettuosa e empatica e ben presto rivela anche una certa indipendenza di giudizio, uno spiccato senso dell'umorismo, la capacità di andare al nocciolo dei problemi e una gamma sempre più complessa di emozioni. Dal momento in cui inizia a esistere, Samantha progredisce rapidamente, di pari passo col suo rapporto con Theodore. Da sua assistente, si trasformerà gradualmente in amica fidata, confidente e - alla fine - in qualcosa di molto più profondo...


Critica

C'era una volta uno scultore di nome Pigmalione, che modellò una statua così incredibilmente bella da innamorarsene. Tanto da implorare Afrodite di dare vita a quella creatura inanimata per poterla sposare. La storia, resa immortale dalle 'Metamorfosi' di Ovidio, la conosciamo tutti, anche grazie alla rielaborazione di George Bernard Shaw. Ma oggi le cose vanno diversamente. In tempi di realtà virtuale e intelligenza artificiale, il mito dell'incontro con una bellezza così perfetta da sfiorare la divinità e dunque il mistero, l'alterità più assoluta, si è ribaltato nel suo opposto. Il massimo dello stupore, e della seduzione, non deriva più dalla differenza, ma dall'identità. E dalla performance. L'essere ideale, in altre parole, non è più così immensamente diverso da noi da soggiogarci, ma così incredibilmente vicino da conquistarci proprio perché interpreta i nostri desideri più segreti meglio e soprattutto prima di noi. Insomma è una nostra emanazione. Un riflesso - arricchito - della nostra personalità, capace di ammaliarci rielaborando in forma imprevedibile tutto ciò che è già dentro di noi. Messa così la prospettiva è abbastanza spaventosa, tanto che vedendo 'Her', in italiano 'Lei', si finisce per pensare che la fiaba geniale di Spike Jonze abbia a che vedere col mito di Narciso più che con quello di Pigmalione. O con i meccanismi del transfert, che portano il paziente in analisi a provare qualcosa di molto simile all'amore per il suo analista. Ma la grandezza di 'Lei', ciò che lo rende così chiaro e riconoscibile, è la sua capacità di condensare tutto questo in una realtà molto quotidiana. La storia d'amore tra Theodore (un Joaquin Phoenix al di là di ogni elogio) e quella voce femminile che si autobattezza Samantha (nel doppiaggio, Micaela Ramazzotti), è perfetta proprio perché Samantha non esiste. O almeno non ha un corpo. (...) Il tutto in un vicino ma vago futuro pervaso di leggerezza e umorismo. Addio scenari da incubo di tante cine-utopie. Nella Los Angeles supercool di Jonze tutto è tenue, colorato, amichevole - e un po' vano. La vera vita resiste da qualche parte, ma sfugge tra le dita di questa umanità disumanizzata dalle sue stesse conquiste. Nessuno va più in auto. Nessuno alza la voce. Nessuno è davvero felice, forse. Ma ha mille mezzi - informatici - a disposizione per provarci. Non è fantascienza, è il nostro presente, o una sua versione appena esagerata. Dunque ancora più chiara. E illuminante.

Fabio Ferzetti, Il Messaggero, 11 marzo 2014

 

Scheda
Titolo: Lei
Regia di: Spike Jonze
Durata: 126'
Luogo, Anno: USA, 2013
Cast: Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Amy Adams