Sing Street - Arsenale Cinema

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Sing Street

di John Carney


Sinossi

Conor vive nella Dublino di metà anni '80, ha 16 anni e un talento nella scrittura di canzoni. L'incontro con l'aspirante modella Raphina, di cui s'innamora perdutamente, lo spinge a fondare una pop band per attirare la ragazza come attrice di videoclip. Nel frattempo il matrimonio dei genitori va in frantumi: saranno la musica, l'amore e l'inossidabile rapporto col fratello maggiore a dare al ragazzo un coraggio che non credeva possibile.


Critica

John Carney ha dato un tocco personale al concetto di musica nel cinema. Non propriamente musical, i suoi film, fin dallo straziante esordio Once, utilizzano le canzoni, ancor più della musica in senso generico, per riunire le persone, colmare i vuoti comunicativi. Nell’opera prima ormai di culto faceva squadra con Glen Hansard per raccontare una storia d’amore, nel secondo film, Tutto può cambiare, dava una seconda possibilità all’adorabile produttore musicale Mark Ruffalo per recuperare il rapporto con la figlia, lanciando il talento di un’inglese a New York. In Sing Street alza il tiro e per la prima volta sceglie un ambientazione del passato, con particolare malizia. Siamo a metà degli anni 80, infatti, in quel decennio che sta godendo musicalmente di una riscoperta globale. Anni in cui l’Irlanda visse una delle sue crisi economiche più dure, in cui tutti volevano espatriare a Londra.

Sing Street è il film più compiuto di Carney, quello in cui i personaggi e lui stesso riescono a comunicare anche nelle pause della musica, armonizzando la storia di formazione con la (ri)scoperta dell’amore fra fratelli. C’è grande cuore nel ragazzo protagonista e nella sgangherata band che mette su nella nuova scuola, religiosa ma di livello ben più modesto rispetto alla precedente gestita dai gesuiti. Il bilancio famigliare infatti è in crisi, così come il rapporto di coppia dei genitori. Per scrivere delle canzoni ci vuole una musa, identificata nell’aspirante modella Raphina, diventata protagonista fissa dei video che i Sing Street realizzano con mezzi dilettanteschi, ma tanta passione. Una sorta di epitome della fascinosa tanto quanto pericolosa.

Il gruppo è composto dai più fragili o intelligenti, quelli regolarmente vittima dei bulli. Per loro la musica è l’occasione di creare legami di fratellanza possibili solo da giovani, nell’età dell’assoluto: il viverla insieme diventa un modo per ufficializzare nuove divise su misura, ben diverse da quelle d’ordinanza della scuola. Prima sono i Duran Duran il punto di riferimento, almeno per il look, per il resto ci sono i Depeche Mode; presto arriva il periodo Spandau Ballet.

Scelte musicali furbe ma irresistibili che fanno muovere il piedino in su e in giù come nei musicarelli doc irlandesi più riusciti, alla The Commitments, mentre si avvale della consueta bravura della ditta Carney nello sfornare canzoni originali orecchiabili e azzeccate. Il film invita ad abbandonare le cover ("ce ne sono in ogni pub, in ogni bar...") per cercare di mettersi in gioco con canzoni originali, previe emozioni necessarie a generarle. La formula è sicuramente un filino più derivativa, ma funziona come tutti gli attori, dal primo all'ultimo. Amore, vita e musica sono gli ingredienti di un film che vedrete con un sorriso inebetito stampato in faccia. Serve altro?

Mauro Donzelli, Coming Soon

 

Scheda
Titolo: Sing Street
Regia di: John Carney
Durata: 105'
Luogo, Anno: Irlanda, 2016
Cast: Jack Reynor, Aidan Gillen, Maria Doyle Kennedy