TRE AUTORI, UN UNICO FIL ROUGE - Cineclub Arsenale APS

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TRE AUTORI, UN UNICO FIL ROUGE

Descrizione

Un evento strutturato su tre diversi registri linguistici: una poetessa, un regista, una pittrice.

Stefania Maffei, come afferma Pina Melai nell’introduzione critica al recente volume, “si cimenta nella stesura di versi poetici da decenni, creando nel tempo una produzione prolifica e via via più matura, interessante nei modi di offrirsi al lettore. Ricordi e profumi del passato vengono spesso rievocati per illuminare il presente, ‘cassetti segreti del cuore’ pronti ad essere dischiusi o semplicemente accennati nella loro presenza evanescente , ma mai persa né dimenticata. Nel nuovo lavoro rivive il mondo contadino e le emozioni legate a una vita semplice, che riportano a tempi passati , amori, giochi, giardini fioriti che si affacciano alla porta del presente, creando un contrasto tra le speranze di un tempo e la realtà dei sogni disillusi che ha trovato forma nella maturità degli anni”. Componimenti che rivelano una raffinata sensibilità e una rara capacità di affidare alla memoria i destini di un incerto futuro.

I due film corti di Simone Bianchi affrontano con puntualità e forte spirito critico il tema del lavoro che oggi si imbatte in una serie di provvedimenti legislativi a suo parere fortemente penalizzanti, in particolare verso le nuove generazioni. Un linguaggio rigoroso, coerente, organico, specialmente in “Jobs attack”, traccia i destini di un uomo devastato dai perversi meccanismi che oggi regolano la vita di ognuno, traguardata attraverso le vicende legate all’instabilità, alle incertezze, ai dubbi, con un finale assai forte, rabbioso, tragico, senza speranza. I cadenzati e talora incalzanti ritmi delle sequenze, il succedersi incombente dei dettagli, le impercettibili - ma assai significative - mutazioni del volto del protagonista, i fragorosi silenzi degli operai incalzati dalla prevaricante voce fuori campo contribuiscono a scatenare nello spettatore una vibrante cascata d’intense emozioni. Due lavori di assoluta qualità.

Daniela Maccheroni si presenta in quest’occasione con i suoi dipinti più classici, tesi a provocare in chi guarda una sorta di disagio che generi disorientamento e spinga a riflettere sui mali dell’esistenza. Il suo è il mondo dei diversi, degli esclusi, di coloro che non riescono a rompere le gabbie delle loro deformità esteriori e interiori. A quel mondo l’artista affida una sofferta metafora di se stessa; una sorta di corte dei miracoli in un’atmosfera visionaria che continua a coinvolgere il suo profondo sentire. Maccheroni è sola con se stessa. L’isolamento è un rifugio in cui coltivare la sua poetica follia, una poesia e una follia che sono insieme dramma e denunzia: dramma individuale e denunzia di un manicomio collettivo, di una condizione di solitudine cui sembra condannata l’umanità tutta.

Tre autori legati da un sottile fil rouge: le speranze, le malinconie, le rabbie, le deformazioni, fisiche e morali, che caratterizzano il nostro vivere quotidiano.

L’evento si svolge nella speranza che questo sottile filo abbia la forza di contribuire ad abbattere i solidificati muri dell’indifferenza, dell’individualismo, dell’egoismo, del catastrofico passaggio dal Noi all’Io. Coordinatore dell’evento è Ilario Luperini.