BANGLA - Arsenale Cinema

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BANGLA

di Phaim Bhuiyan


Sinossi

Phaim è un giovane musulmano di origini bengalesi nato in Italia 22 anni fa. Vive con la sua famiglia a Torpignattara, quartiere multietnico di Roma, lavora come stewart in un museo e suona in un gruppo. E' proprio in occasione di un concerto che incontra Asia, suo esatto opposto: istinto puro, nessuna regola. Tra i due l'attrazione scatta immediata e Phaim dovrà capire come conciliare il suo amore per la ragazza con la più inviolabile delle regole dell'Islam: niente sesso prima del matrimonio.


Critica

Bangla, film d’esordio di Phaim Bhuiyan (classe 1995), é ambientato nella periferia romana di Torpignattara. Phaim, protagonista e regista del film, nella sua commedia a tratti autobiografica, racconta le difficoltà e la quotidianità di un ragazzo di seconda generazione alle prese con il primo amore. Torpignattara – presentata come una Dacca in miniatura – é uno dei quartieri più popolosi e multietnici di Roma e come ogni periferia, con le sue contraddizioni e le sue tradizioni, racchiude in sé un quid perturbante che la rende, non semplice sfondo, ma protagonista attiva all’interno del film. La periferia romana tra gentrification, vecchie generazioni e nuovi arrivati rappresenta un nuovo, surreale e meraviglioso equilibrio nato dalla convivenza ravvicinata di elementi eterogenei. Proprio da questo nuovo equilibrio nasce la seconda generazione di cui fa parte Phaim, che tra le origini bengalesi e la nazionalità italiana, si definisce al cento per cento di Torpigna. In un mood che riecheggia Come te nessuno mai di Gabriele Muccino, Phaim descrive la miscellanea di persone che si “spartiscono” Torpigna ovvero “hipsters, vecchi e stranieri” e il modo in cui ognuna di queste categorie si scontra – come in una visionaria partita di calcetto che richiama l’intro diTrainspotting di Danny Boyle – con l’altra ma anche come si riesce a convivere al di là delle differenze culturali. Ovviamente non sfuggono allo sguardo ironico di Phaim, i Bengalesi di prima generazione di cui si prende gioco bonariamente. Una commedia come Bangla é in questo momento forse il miglior modo di raccontarsi e raccontare le questioni dell’integrazione sociale nelle periferie poiché ci permette di guardarci da fuori, di ridere, certo, ma nella risata di prendere coscienza degli stereotipi e dei pregiudizi in cui rischiamo troppo spesso di cadere quando si parla di convivenza, integrazione e multiculturalità. Finalmente un film su un amore giovanile che viene raccontato dai ragazzi che lo vivono in prima persona. Il cinema italiano é pieno di commedie su amori adolescenziali che si reggono su stereotipi e finzioni soffocanti. Se in generale é difficile che una generazione riesca a raccontarne un’altra, questo é ancora più vero quando si tratta di noi Millennials. Il divario generazionale é grandissimo non solo per l’evoluzione tecnologica ma specialmente perché siamo una generazione, per l’appunto, multiculturale. Se per i nostri genitori del centro o del nord della penisola il compagno di banco sardo o siciliano era l’essere umano più esotico del mondo per noi, é stato consueto crescere, fin dalla scuola primaria, con persone provenienti dai più disparati luoghi del globo. Per questo, Bangla riesce ad essere una commedia fresca e brillante e a raccontare l’amore (com’è davvero) al tempo delle seconde generazioni grazie al fatto che é proprio la Millennial generation – caratterizzata dall’ottimismo verso il futuro, dalla tolleranza e dall’apertura mentale – a parlarne in prima persona. Per concludere, consiglio questo film a tutti, ai Millennials perché finalmente possono riconoscersi anche nel cinema italiano e, anche a chi Millennials non lo é, ma vuole comprendere il punto di vista delle nuove generazioni sulla vita e l’amore.

Martina Antonini, metropolitanmagazine.it

 

Scheda
Titolo: BANGLA
Regia di: Phaim Bhuiyan
Durata: 84'
Luogo, Anno: 2019
Cast: Carlotta Antonelli, Phaim Bhuiyan, Alessia Giuliani

In programmazione