CONCORRENZA SLEALE - Cineclub Arsenale APS

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CONCORRENZA SLEALE

di Ettore Scola

Durata: 110'
Luogo, Anno: Italia, 2001
Cast: Gérard Depardieu, Diego Abatantuono, Sergio Castellitto


Sinossi

Nel 1938 due commercianti di stoffe hanno i propri negozi nella stessa strada romana. Fanno lo stesso lavoro, hanno famiglie simili, appartengono alla stessa classe sociale. Dapprima sono divisi da una rivalità professionale che alimentano con furbizia, ma poi diventano amici quando uno dei due, di religione ebraica, è privato delle libertà fondamentali dalle leggi razziali.

In programmazione

Critica

Altre giornate particolari, al plurale, nel nuovo, sensibile, riuscito film di Ettore Scola "Concorrenza sleale", tutto girato in una strada di Roma del '38, magnificamente ricostruita a Cinecittà.

Come nel suo capolavoro con la Loren e Mastroianni, Scola torna al tema del razzismo: se là era l'omosessuale la vittima dell'omologazione morale di massa, qui si racconta di un commerciante ebreo che, dopo le leggi razziali promulgate dal re e dal regime, viene cacciato con la sua famiglia dalla casa e dal negozio, confinante con quello di un altro sarto ariano, prima nemico, poi neutrale, indi forse platonicamente amico.

Il regista affonda, senza retorica, nel problema dell'indifferenza all'italiana, con le sue storiche colpe e racconta bene il razzismo quotidiano distillato nelle piccole cose, soffermandosi sulla sofferenza dei minori, che si chiedono perché. C'è, al centro, un duetto di interpreti molto sensibile, Castellitto e Abatantuono, il Diego che viene da Milano e giustifica così l'espressione , il classico borghese che si fa i fatti suoi, pronto a tutto per il plusvalore, ma che poco alla volta prende coscienza dell'amaro sapore del potere dittatoriale.

Amando le retrovie del realismo, Scola privilegia, con tutti gli optional del professionismo in scene, musiche, costumi, l'aspetto della commedia e lascia alla fine solo intuire il dramma di quella triste famiglia sul carrettino, che se ne va verso chissà dove. Come del resto viene espressa dal suicidio di un professore che ci viene raccontato dallo zio antifascista ed extra large Depardieu. Nel film ci sono battibecchi con la servitù, liti con le commesse allineate al fascio e a ogni prepotenza (il razzismo si radica da giovani ed è difficile da estirpare), amoretti di confine condominiale, l'amicizia tra i due ragazzini che tenta di resistere. Naturalmente girato vecchio stile, come si conviene a un celebrato autore come Scola, ma speriamo questo film oggi così necessario, quasi indispensabile, riesca ad attrarre anche i famosi giovani che non sanno e che magari ne convinca qualcuno alla buona causa.

Maurizio Porro, corriere.it