Days - Cineclub Arsenale APS

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DAYS

di Tsai Ming-liang

Durata: 127'
Luogo, Anno: Taiwan, 2021
Cast: Anong Houngheuangsy, Lee Kang-Sheng


Sinossi

Lo scorrere dei giorni accomuna due personaggi molto diversi tra loro e lontani l'uno dall'altro. A Taiwan, Kang vive in una casa immersa nella natura, con grandi vetrate attraverso le quali fissare lo sguardo, e trascorre giornate di contemplazione tra una seduta di fisioterapia, un massaggio, e altri tentativi di curare il male che lo affligge. A Bangkok risiede invece Non, un immigrato di Laos che cucina nel suo angusto appartamento. I due si incontrano in una camera d'albergo prima di tornare alle rispettive vite.


Critica

Negli ultimi anni, il cinema di Tsai Ming-liang si è evoluto verso l'essenzialità in una delle più eleganti ricerche di minimalismo del panorama contemporaneo. Pur rientrando pienamente in questa poetica, l'elegiaco e raffinato Days rappresenta una tappa significativa in quanto primo lungometraggio di finzione dall'epoca di Stray Dogs, che vinse il Gran Premio della giuria a Venezia nel 2013.

Sia il concetto di lungometraggio che quello di "finzione" richiedono però parentesi infinite, visto che le immagini liquide di Tsai hanno allagato qualunque distinzione e prodotto gemme che nel solo ultimo decennio includono Journey to the West (sull'arte di camminare lentamente a Marsiglia), Afternoon (candido ritratto "casalingo" del regista e dell'inseparabile Lee Kang-Sheng), e perfino un'esplorazione del formato della realtà virtuale in The Deserted, che aggiungeva volume ai giochi spaziali e prospettici dell'autore.

Tsai sembra essere giunto ai confini del cinema, aver fatto una breve pausa, e deciso di continuare verso l'ignoto. Days è formalmente in continuità con ciò che è venuto prima, forte delle sue lunghe inquadrature fisse, dei pochi dialoghi, e di quell'invito alla contemplazione che avvolge lo spettatore alterandone i circuiti nervosi. Contiene però nuove mutazioni, come l'avvertimento iniziale che assicura che il film è "intenzionalmente non sottotitolato"; può dunque liberarsi ufficialmente di un altro fardello e consegnare la manciata di battute che contiene alla dimensione del puro spettro sonoro.

Cambia il cinema di Tsai per seguire in qualche modo il percorso di Lee Kang-Sheng, attore, partner, volto ma soprattutto entità guida: il suo soffrire a causa di problemi fisici ha alterato il movimento degli ultimi film di Tsai, e Days ne narrativizza (per quanto sottilmente) l'esperienza personale, mostrandolo sotto inquietanti apparecchiature, soggetto a massaggi e agopuntura, e in cammino tra la folla con le mani sul volto, a tendere la pelle per dare sollievo al collo.

Tommaso Tocci, mymovies.it