DOPO IL MATRIMONIO - Cineclub Arsenale APS

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DOPO IL MATRIMONIO

di Bart Freundlich

Durata: 110'
Luogo, Anno: USA, 2020
Cast: Michelle Williams, Julianne Moore, Billy Crudup


Sinossi

Isabel ha dedicato la gran parte della sua vita ai bambini di un orfanotrofio di Calcutta e da sette anni è diventata come una madre per il piccolo Jai, un ragazzino vulnerabile che si è profondamente legato a lei. L'offerta di una facoltosa società americana di finanziare l'orfanotrofio in bancarotta la costringe, però, a tornare a New York, dove non mette piede da più di vent'anni. Qui incontra Theresa, la magnate multimilionaria che ha chiesto di incontrarla, ma da subito appare evidente che la donna è meno interessata all'orfanotrofio che a conoscere meglio Isabel, tanto che la invita al matrimonio della figlia Grace. Da quel giorno, Isabel viene progressivamente a conoscenza di una serie di segreti passati e presenti, destinati a sconvolgere la sua vita e quella di tutti gli altri.

In programmazione

Critica

Pratica assai comune nell’industria cinematografica d’oltreoceano, il remake americano di un film non americano è un’operazione messa in atto per rendere più “glamour” un racconto che ha già dimostrato di funzionare presso il pubblico. Arriva a distanza di quattordici anni l’adattamento di Dopo il matrimonio, consacrazione internazionale della danese Susanne Bier, candidato all’Oscar per il miglior film straniero. È il secondo lavoro della regista – oggi ben inserita nel sistema tra tv e streaming – a godere di un rifacimento: da Non desiderare la donna d’altri, Jim Sheridan ha tratto Brothers. Gestazione lunga, dovuta prima ai problemi per l’acquisizione dei diritti e poi alla ricerca di un regista giusto per tradurre la storia nella dimensione americana. L’impressione, però, è che questo Dopo il matrimonio sia un po’ superfluo se non inutile, per quanto fondato su una macchina melodrammatica piuttosto efficace. Rispetto all’originale, la differenza più rilevante non è l’ambientazione newyorkese ma il genderswap (lo slittamento dell’identità di genere). Dunque, lo schema non è più composto da due uomini e una donna ma da due donne e un uomo.

Lorenzo Ciofani, cinematografo.it