EL PEPE, UNA VIDA SUPREMA - Cineclub Arsenale APS

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EL PEPE, UNA VIDA SUPREMA

di Emir Kusturica

Durata: 74'
Luogo, Anno: Argentina/Uruguay, 2018
Cast: Pepe Mujica


Sinossi

Il film di Kusturica sull’ultimo presidente dell’Uruguay, esamina ciò che rende la storia di José “Pepe” Mujica diversa da qualsiasi altra: un uomo umile che è diventato presidente della sua nazione restando fedele a quello che crede e abbracciando, nello stesso tempo, il cambiamento. È la storia di un attivista politico e di un guerrigliero della sinistra latinoamericana. Orgoglioso del proprio passato, ma senza adagiarsi sugli allori, è un uomo che osa sognare un futuro migliore.

In programmazione

Critica

El Pepe, una vida suprema si fa teso e ritmato e se l’oggi di Mujica appare quello di un tranquillo pensionato che si gode il suo mate e le serate tra musica e un bicchiere di birra, com’è giusto che sia, si getta anche l’occhio all’immediato passato. Le immagini delle giornate della sua presidenza, i suoi discorsi nelle occasioni ufficiali e in quelle quotidiane, quando si trovava in mezzo alla gente comune, restituiscono il profilo di questo protagonista della politica di questi anni. Ne risulta un ritratto efficace, sincero e soprattutto Kusturica riesce a fare filtrare dal suo lavoro l’amore che la gente nutriva e ancora oggi nutre per Josè Mujica. Soprattutto quello della sua gente, il che in questi anni non è cosa frequente per un politico che non ha mai accettato il compromesso e lo scambio, nemmeno nei suoi momenti più duri e nulla ha da offrire se non l’amore davvero enorme per il suo paese. Un amore che più che dalle sue parole emerge da quella evidente condivisione che è riuscito a creare con il suo popolo e siamo sicuri che è proprio a queste persone che mancherà la sua bonomia umana e la sua comunicazione politica fatta di parole semplici che traducono concetti complessi e che nascono esclusivamente dalle forti convinzioni personali. È per queste ragioni che Mujica non attribuisce troppo peso al suo ruolo di Presidente della Repubblica che ha sempre vissuto controcorrente sfidando i formalismi e i discorsi ufficiali. È in quest’ottica che il suo ultimo giorno da presidente è stato assolutamente uguale al primo, se non fosse stato per il congedo dal suo popolo in una piazza affollatissima ed emozionata come fosse un concerto rock.

Tonino De Pace, sentieriselvaggi.it