Epidemic - Cineclub Arsenale APS

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EPIDEMIC

di Lars von Trier

Durata: 106'
Luogo, Anno: Danimarca, 1987
Cast: Allan De Waal, Ole Ernst, Michael Gelting, Colin Gilder, Udo Kier


Sinossi

Lo stesso Lars e lo scrittore Niels Vørsel hanno scritto la sceneggiatura di un film dal titolo "Il commissario e la puttana" che, nel momento in cui stanno per presentarlo al referente dell'Istituto Danese del cinema, scompare dal computer. Sono costretti a correre ai ripari e in cinque giorni devono elaborare una nuova sceneggiatura. Decidono di ambientarla in un futuro in cui esplode un'epidemia di peste e di avere come protagonista un medico idealista che decide di lasciare la città che si è difesa dal morbo per andare a curare i malati. Non sa di essere diventato un involontario trasmettitore del fenomeno epidemico.


Critica

Lars racconta che quando il progetto era ancora sulla carta lui e Vørsel si erano rivolti a Danmarks Radio per sondarne la disponibilità a una distribuzione televisiva. La risposta fu così favorevole che l'emittente si dichiarò disposta a un accordo a scatola chiusa. Von Trier non fu d'accordo e rinviò il tutto a film finito. Sottoposto quindi al comitato di selezione, formato da cinque persone, queste dichiararono che si trattava del film peggiore che gli fosse mai stato sottoposto ritenendolo totalmente privo di senso. Sicuramente gli elementi per spiazzare lo spettatore non mancano. Primo fra tutti e si può immaginare quanto non grato a un canale televisivo) l'utilizzo delle riprese a 16 millimetri (quindi di qualità più bassa) alternato a quelle girate con i 35 mm. Questo per consentirsi la massima possibilità espressiva considerato anche l'abbattimento del budget (visto che Lars e Niels, essendo i protagonisti assoluti, erano totalmente padroni del film sia sul piano narrativo che su quello estetico) che, altrettanto importante, sulla tempistica delle riprese. Von Trier prosegue così la sua ricerca sul rapporto tra cinema e realtà concedendosi una libertà ancora maggiore rispetto al precedente L'elemento del crimine perché in quel caso era vincolato dalle scelte cromatiche e di effetti che qui vengono compresse in favore di un'indagine sull'idealismo in rapporto all'esistente che deve rispettare la funzione da lui ritenuta indispensabile per il cinema e cioè essere come un sassolino in una scarpa. Per fare ciò torna all'elemento che attraversa tutta la trilogia sull'Europa e cioè la passione e la curiosità per l'ipnosi che trasferisce sul cinema che ritiene detenga questo potere. Non a caso il suo medico protagonista si chiama Mesmer così come colui che è ritenuto il padre dell'ipnosi alla quale cercò di dare la prima sistematizzazione sul piano scientifico.

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