Gordon & Paddy e il mistero delle nocciole - Cineclub Arsenale APS

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GORDON & PADDY E IL MISTERO DELLE NOCCIOLE

di Linda Hambäck

Durata: 65'
Luogo, Anno: Svezia, 2019
Cast:


Sinossi

Qualcuno ha rubato le nocciole di Valdemar lo scoiattolo e, come sempre in questi casi, tocca al detective Gordon acciuffare il ladro. Da tanti anni Gordon protegge la comunità della foresta dai piccoli delinquenti e dalla paura di pericoli più grandi, su tutti la volpe. Ma fare la posta ad un ladro di nocciole significa stare a lungo al freddo, nella neve, arrampicarsi, e lui è un vecchio rospo, ormai, che desidera andare in pensione e dedicarsi alla pesca, nella sua casetta di legno sul lago. L'incontro con la topolina Paddy, così sveglia, agile ed intelligente, gli fa pensare di aver finalmente trovato un degno successore per il suo posto di commissario. Quando tutto sembra sistemato, però, due cuccioli spariscono nel nulla. E se li avesse presi la volpe?


Critica

 La bellezza di Gordon & Paddy e il mistero delle nocciole è quella dei migliori albi illustrati, nei quali ogni immagine ha la temperatura di un'emozione e nasconde una serie di particolari che in realtà non sono affatto secondari, bensì tasselli importanti della costruzione di un'atmosfera e della caratterizzazione dei personaggi.  Come i tre barattoli di biscotti di Gordon, di tre gusti diversi per tre diversi momenti della giornata, o le calze a righe della topolina, che non avrà (ancora) un nome né una casa, ma ha da subito una sua personalità ben definita, decisa e dolce insieme.  La regista e produttrice Linda Hambäck, coreana di nascita e svedese di adozione, adatta in questo lungometraggio d'animazione tre storie scritte da Ulf Nilsson e illustrate da Gitte Spee, rispettandone il ritmo disteso e i dialoghi genuini. Tutto avviene senza ansia e senza fretta, perché ogni cosa ha un suo ritmo naturale: così è per la neve che cade, o per la passeggiata di Gordon e Paddy nel bosco. Come molte delle più belle storie per bambini di sempre, quello del rospo e della topina che gli fa da assistente, è un racconto di apprendistato, e dunque di relazione e di fiducia in un'avvenire che poggi su basi solide e nutrite dal sentimento.  Il messaggio del film non è solo quello immediatamente percebile dell'invito a non cadere nella facile trappola del pregiudizio, o a comprendere il punto di vista degli altri, ma è soprattutto nella gentilezza dei personaggi, nei loro colori pastello ma caldi, nel tono e nel ritmo della loro voce, nell'impegno e nella devozione che mettono nella loro missione per il bene comune.  Paragonabile, per delicatezza del disegno e per la presenza della topolina, a "Ernest e Celestine", il film della Hambäck è molto più semplice, per narrazione e per ambizione, ma, fatte le debite proporzioni, non ha nulla da invidiare al suo modello per fascino dello stile e piacevolezza del racconto.

Marianna Cappi, MyMovies