HAPPY WINTER - Cineclub Arsenale APS

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HAPPY WINTER

di Giovanni Totaro

Durata: 91'
Luogo, Anno: Italia, 2018
Cast:


Sinossi

Estate 2016 alla spiaggia di Mondello, vicino Palermo. Un padre di famiglia sbarca il lunario percorrendo in lungo e in largo il litorale con i frigo portatili pieni di bibite. Famiglie con figli, coppie, ragazzi, condividono gli stessi spazi affollati come in una commedia balneare in bianco e nero degli anni Sessanta, con (quasi tutte) le stesse canzoni ma con molta meno fiducia nel benessere del Paese. Le cabine di legno, allora status symbol, oggi sono diventate un'alternativa abitativa possibile, persino oggetto di accurata ristrutturazione per una coppia di mezz'età molto innamorata. Gli uomini giocano a carte ai tavolini, i ragazzi si baciano e fumano di nascosto dai genitori (mentre i giovani parrocchiani, voce e chitarra, inneggiano a Gesù), delle ex ragazze si preparano a sfidarsi al karaoke nella tradizionale festa di Ferragosto con animazione, presentatore improvvisato con corona di plastica, balli di gruppo e pizza nel cartone.

In programmazione

Critica

Chi è siciliano o chi è stato qualche volta a Mondello ci si ritroverà. Ma anche chi è solito frequentare, d’estate, la riviera romagnola o in generale la costa adriatica. Anche quella tirrenica, in realtà, dalle parti di Ostia e Sabaudia. Il punto è che Happy Winter parla di noi: se non di tutta, di una buona parte d’Italia, quella per cui le vacanze al mare non si toccano, neppure negli anni più difficili, della crisi economica e del lavoro che non c’è. Quella che d’estate entra in una bolla e vive l’illusione vacanziera, rimandando pensieri e decisioni a settembre.

Totaro sceglie di regalarci uno scorcio della sua Mondello ma potremmo essere in un qualunque posto (e a dirla tutta in un qualsiasi anno, dai Cinquanta ad oggi) in cui vige il sacro culto della “stagione al mare”. Perché gli elementi e i personaggi ci sono tutti: il venditore ambulante di bibite, i giocatori di carte seduti al tavolo con il borsello a tracolla che non tolgono nemmeno se sanno che resteranno seduti a sbattere carte da lì alle prossime tre ore, le cabine (che lì si chiamano “capanne”), la tv per le partite dell’Italia, le donne non più giovani con bikini da ventenni, il candidato alle prossime elezioni che vaga per la spiaggia già in campagna elettorale. Il risultato è che Happy Winter - che è poi l’augurio che si fa nel momento che vorremmo non arrivi mai, quello della fine dell’estate - è come un abbraccio rassicurante, lo guardiamo, ci riconosciamo e stiamo bene. Fino al momento in cui, però, una mareggiata e il forte vento si prendono gli ombrelloni e lasciano un senso di amarezza: è il 15 settembre, bisogna tornare alla realtà, cercare un lavoro, scegliere se partire o rimanere in Italia, ma innanzitutto pagare i conti aperti a inizio stagione.

Giulia Echites, repubblica.it