Hors normes - Cineclub Arsenale APS

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Hors normes

di Olivier Nakache

Durata: 114'
Luogo, Anno: Francia, 2019
Cast: Vincent Cassel, Reda Kateb, Hélène Vincent


Sinossi

Malik e Bruno sono una coppia di amici e colleghi, al lavoro in modo complementare per aiutare giovani in difficoltà, tra guida terapeutica, inserimento nel mondo del lavoro e ovviamente assistenza pratica quotidiana per ragazzi affetti da autismo, a loro volta gestiti da istruttori cresciuti in situazioni disagiate. Uno musulmano e l'altro ebreo, uno padre di famiglia e l'altro "vittima" di una serie di appuntamenti al buio organizzati da amici e colleghi, Bruno e Malik passano le giornate a battere le strade di Parigi occupandosi di decine di ragazzi come Dylan, alla ricerca di un senso di responsabilità, Joseph, che insiste nel suonare l'allarme sulla metropolitana, e Valentin, costretto a indossare un casco da pugile per proteggersi dai suoi stessi raptus di violenza.

In programmazione

Critica

La galleria di "tipi" sociali che hanno fatto le fortune di questa coppia di registi si arricchisce quindi di una sezione nuova, meno idealizzata e più ricalcata sulle sporcature della vita vera. Se i loro successi hanno finora richiesto scorciatoie non sempre facili da accettare, in nome di una scorrevolezza emotiva che blandisce il suo pubblico, The Specials attenua la formula, comunque assolutamente riconoscibile, grazie a una storia più urgente e un cast di personaggi all'insegna della diversità. Alla guida del gruppo, Vincent Cassel affronta con successo un ruolo che lo affonda in giacconi e felpe anonime, con la kippah issata su una spazzolata di capelli grigi. Il suo Bruno, figura ispirata al fondatore dell'associazione "Le Silence des Justes" Stephane Benhamou, è un uomo dalla pazienza incredibile ma non infinita, che l'attore tiene a distanza dal banale pietismo con dei lampi di scoraggiamento (subito ricacciati indietro al grido del tormentone "non siamo lontani!") e con discese nella commedia (su cui Nakache e Toledano hanno il solito controllo totale). Quello con Reda Kateb, altro caratterista esperto nel trovare note di grazia nella disperazione del quotidiano, è un buddy movie mancato ma suggerito, profondo a sufficienza da lasciar immaginare anni di trascorsi tra i due amici, pur se alle prese con traiettorie che si sfiorano, senza il tempo e l'energia di parlarsi troppo, che è poi il punto stesso del film.

Bruno e Malik, così come tutti i responsabili di organizzazioni simili, non fanno mistero di essere una soluzione imperfetta a un problema straripante, a malapena in grado di tenersi a galla ma imprescindibili per un sistema sanitario e di assistenza sociale che non saprebbe come sopperire alla loro assenza, e che deve dunque tollerarne le pratiche meno ortodosse. (in una delle scene più riuscite nella loro spontaneità, il gruppo organizza un quiz per ricordarsi le sigle della miriade di istituzioni francesi con cui dovrebbero interfacciarsi). The Specials sa come trarre il massimo da entrambi gli aspetti, mostrando le inevitabili falle del sistema per generare materiale drammatico, e sfruttando i piccoli successi, tanto dei pazienti quanto degli istruttori, per "guadagnarsi" l'uso meticoloso di quei buoni sentimenti a cui pure non sa rinunciare.