Hungry hearts - Cineclub Arsenale APS

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Hungry hearts

di Saverio Costanzo

Durata: 109'
Luogo, Anno: Italia, 2014
Cast: Adam Driver, Alba Rohrwacher, Roberta Maxwell


Sinossi

Mina e Jude si incontrano per la prima volta in un'angusta toilette di un ristorante cinese. Da lì nasce una relazione che darà alla luce un bambino e li porterà al matrimonio. Dal colloquio con una veggente a pagamento Mina si convince che il suo sarà un figlio speciale che andrà protetto da ogni impurità. Inizia a coltivare ortaggi sul terrazzo di casa e per mesi non lo fa uscire imponendo regole alimentari che ne impediscono la regolare crescita. Jude decide di opporsi a queste scelte portando di nascosto il figlio da un medico che mette in evidenza la gravità della situazione. Mina però cede solo apparentemente alle richieste del coniuge e il conflitto si fa più acuto.

In programmazione

Critica

"Sbarazziamoci dell'argomentazione più ostica, e dell'imbarazzo della contraddizione che essa contiene. 'Hungry Hearts' ('cuori affamati' che titolo evocativo!) è un film davvero molto bello, ma è anche difficile e duro oltre la misura alla quale il cinema ci ha abituati tendendo nella sua massima parte a una medietà di compromesso tra richiesta di disimpegno e offerta di intrattenimento. Indigeribile e indigesto, proprio nel senso che non si lascia consumare e via. Ferisce, lascia la sua traccia dolorosa. Formidabile l'incipit. (...). Basta questo inizio per farci capire che ci stiamo infilando in un film che non si farà dimenticare. (...) Da notare che dei quattro lungo metraggi fiction realizzati dal regista romano quarantenne tre siano di matrice letteraria. E che questo non gli abbia impedito di esprimere il massimo di originalità di sguardo e di personalità di stile. (...) Non sono soltanto l'ambientazione, il titolo, la non italianità del cast di questo film (tolta la coraggiosa Alba) a farci riflettere sulla naturale dimensione internazionale dell'autore. Che porta nelle sue scelte assonanze molto stimolanti (con il polacco Kieslowski per dirne una) ma senza ombra di rinuncia al proprio netto profilo."

Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 15 gennaio 2015