I fantasmi d'Ismael - Cineclub Arsenale APS

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I fantasmi d'Ismael

di Arnaud Desplechin

Durata: 110'
Luogo, Anno: Francia, 2018
Cast: Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Louis Garrel, Mathieu Amalric, Alba Rohrwacher


Sinossi

Ismaël Vuillard, regista febbrile, scrive di notte per ricacciare gli incubi. Legato sentimentalmente a Sylvia, astrofisica con la testa tra le stelle, ha perso Carlotta, la giovane consorte inghiottita vent'anni prima dal nulla. Da allora si prende cura di Henri Bloom, autore cinematografico, mentore e padre inconsolabile di Carlotta, che una mattina d'estate ritorna dall'aldilà. Fantasma tangibile, la sua morte non è mai stata accertata, rientra da una fuga ostinata e da un soggiorno in India, dove si è risposata e dove è rimasta vedova. Di nuovo sola nel mondo, ripara nella sua vecchia vita e tra le braccia di Ismaël, sopraffatto dalle emozioni e dallo sconcerto. Il fantasma di Carlotta lo appressa e finisce per frangere i suoi sentimenti e la sua produzione artistica.


Critica

Un film interrotto col suo 'eroe', diplomatico autodidatta che attraversa il mondo senza comprenderlo. I fantasmi di Arnaud Desplechin non vengono da un altro mondo e sono tutti congiunti: una moglie amata e sparita, un fratello inafferrabile e ramingo.

I fantasmi del titolo sono i testimoni temibili di uno stato precedente del mondo, hanno conosciuto i vivi nella loro versione più bella, più pura e adesso rivendicano il posto che hanno abbandonato. Commedia di spionaggio che si rovescia in feuilleton intimo che si rivela autoritratto galvanizzante (Roubaix ancora e sempre), Les Fantômes d'Ismaël convoca una sorta di aldilà relazionale in cui fantasmi immutati riemergono un tourbillon di rimpianti e rimorsi.

Ma Carlotta e Ivan Dédalus non sono gli unici fantasmi di questo racconto fantastico che si gioca, nella prima parte, in una casa in riva al mare, a colpi di ellissi e flashback. In filigrana riemergono i maestri di Desplechin, Bergman, Truffaut, Hitchcock (Carlotta è il nome della donna del ritratto in Vertigo), eterni revenants che abitano un film saturo di segni, referenze e rispecchiamenti, in cui si confondono le frontiere tra le epoche, tra realtà e finzione, tra sogno e incubo.

Marzia Gandolfi, mymovies.it