I quattrocento colpi - Cineclub Arsenale APS

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I quattrocento colpi

di Francois Truffaut

Durata: 99'
Luogo, Anno: Francia, 1959
Cast: Jean-Pierre Léaud, Albert Rémy, Claire Maurier


Sinossi

Antoine Doinel è un vivace quattordicenne che vive con i genitori in un piccolo appartamento di Parigi. Incompreso dalla famiglia e dagli insegnanti, incapaci di interpretare i bisogni affettivi e le inquietudini tipiche dell'adolescenza, il ragazzo si fa notare per la sua irrequietezza, lo scarso profitto e per gli scherzi che combina, tanto che finisce, in molte occasioni, per diventare il capro espiatorio di marachelle altrui.

Le sue azioni sono un mezzo, non sempre consapevole, per attirare l'attenzione degli adulti e per protestare contro la loro insensibilità e la loro ostilità. Il solo conforto alla sua solitudine è l'amicizia col coetaneo Renè, con cui marina frequentemente la scuola andando al cinema, nei parchi parigini o al Luna Park.

Una serie di episodi e di incomprensioni portano Antoine al riformatorio, abbandonato a se stesso il giovane manifesta una continua malinconia che gli farà decidere per una fuga rocambolesca verso il mare. Quel mare che tanto ha sognato.


Critica

Girato a basso costo nel 1959, I quattrocento colpi è stato il primo film realizzato dal giovane critico cinematografico François Truffaut, che dopo una serie di cortometraggi si impose all'attenzione di critica e pubblico con questa apprezzatissima pellicola d'esordio, premiata per la miglior regia al Festival di Cannes e consacrata fin da subito come un autentico manifesto della Nouvelle Vague. Interpretato dal quindicenne Jean-Pierre Léaud, che in breve tempo diventerà l'attore-feticcio di Truffaut, il film è il primo del ciclo dedicato ad Antoine Doinel, personaggio-simbolo dell'opera truffautiana. Di ispirazione decisamente autobiografica (sia per la complessa situazione familiare, sia per le disavventure del piccolo Antoine), il film riprende lo stile e il taglio narrativo tipici del neorealismo italiano (in particolare del cinema di Roberto Rossellini, uno dei modelli di riferimento di Truffaut) per fonderli con una sensibilità, una tenerezza e un'assoluta partecipazione emotiva da parte dello spettatore verso il protagonista, in un'identificazione favorita anche dall'uso della macchina da presa. Alle suggestive inquadrature iniziali di Parigi segue un'intima descrizione delle vite quotidiane dei personaggi: le mattinate di Antoine a scuola, perseguitato da professori terribili, i pomeriggi trascorsi con il suo migliore amico in giro per le strade della città, le serate a casa con i genitori. Considerato uno dei capolavori dell'opera di Truffaut, I quattrocento colpi è il crudo resoconto di un'adolescenza tormentata attraverso lo sguardo di un ragazzo qualunque, prigioniero di una realtà rigida e soffocante, incompreso da genitori schiavi delle proprie ipocrisie, e costretto a vivere in un mondo di adulti che appare contrassegnato da un'atmosfera di disamore e di incomunicabilità. E non a caso le uniche possibilità di evasione per Antoine sono costituite dalla letteratura e dal cinema.

Stefano Lo Verme, mymovies.it