Il Diavolo veste Prada 2 - Cineclub Arsenale APS

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IL DIAVOLO VESTE PRADA 2

di David Frankel

Durata: 119'
Luogo, Anno: USA, 2026
Cast: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Justin Theroux


Sinossi

Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestley faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway, e il mondo dell'editoria cartacea è completamente cambiato: la concorrenza Internet è spietata, i budget sono risicati e Miranda è costretta a chinare la testa di fronte agli investitori e agli stilisti dalle cui pubblicità dipende il destino del magazine, soprattutto dopo che Miranda ha lodato pubblicamente una casa di fast fashion che sfrutta il lavoro minorile. Per riparare al danno di immagine il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria.

In programmazione

Critica

Abbiamo lo stesso cast, capitanato da Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci e Emily Blunt, la New York iconica dove è sempre bel tempo, gli outfit di stralusso, gli appartamenti con cabina armadio e vista sui grattacieli, i camei di molte star della moda - per l'Italia ci sono Dolce e Gabbana, Donatella Versace e Brunello Cucinelli e la Milano Fashion Week appare lusinghiera della couture nazionale, anche se la cena di gala a Santa Maria delle Grazie fa accapponare la pelle - nonché della cultura pop: una per tutti l'autoironica Lady Gaga. Il copione rispetta i canoni del film precedente, anche perché il regista è sempre David Frankel e la sceneggiatrice sempre Aline Brosh McKenna: dunque dialoghi frizzanti aggiornati alla contemporaneità e alla competitività di un ambiente senza scrupoli. Il problema è proprio che nel frattempo il mondo è cambiato, e nonostante il mercato del lusso sia l'unico che tiene, ci fa meno simpatia e ci appare meno accessibile, anche solo come sogno. Il diavolo veste Prada 2 affronta il tema del crollo del giornalismo ma non propone soluzioni alternative al valzer di poltrone, di fatto accettando come inevitabile il tramonto della carta stampata e l'approfondimento che comportava. Miranda ha perso la crudeltà che mostrava nel primo film e appare come una tigre senza zanne, dimenticando che "i cattivi sono sempre i più interessanti", ma questo dà spazio al suo lato fragile e ad alcune riflessioni sul potere al femminile. Meryl Streep si conferma un mostro di bravura recitativa nel trasmettere con un'alzata di sopracciglia un cambiamento di umore, ma agli spettatori mancherà la sua antica efferatezza.

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