Il paradiso probabilmente - Cineclub Arsenale APS

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Il paradiso probabilmente

di Elia Suleiman

Durata: 101'
Luogo, Anno: Francia/Belgio, 2019
Cast: Elia Suleiman, Ali Suliman, Francois Girard, Gael Garcia Bernal


Sinossi

Il Paradiso probabilmente, film diretto da Elia Suleiman, è la storia di Es, che, fuggito dalla Palestina alla ricerca di una patria alternativa o di una terra che lo accolga, si renderà conto che il suo paese d'origine lo segue come un'ombra. La promessa e la speranza di una nuova vita si trasformano rapidamente in una commedia dell'assurdo, per quanto si allontani dal suo paese e visiti nuove città, da Parigi a New York, c'è sempre qualcosa che gli ricorda casa.

Il film è un racconto, tra il comico e l'assurdo, della ricerca e dell'esplorazione dell'identità, della nazionalità e dell'appartenenza, che pone una domanda fondamentale: dov'è il posto in cui ci possiamo sentire davvero "a casa"?


Critica

Con la direzione della fotografia di Sofian El Fani, le scenografie di Caroline Adler e i costumi di Alexia Crisp-Jones, Il paradiso probabilmente è un racconto burlesco che, esplorando concetti come identità, nazionalità e appartenenza, pone una domanda fondamentale: Dove ci si può sentire a casa?. A spiegare meglio le intenzioni del progetto sono le parole dello stesso regista, in occasione della partecipazione in concorso al Festival di Cannes 2019: "Nei miei film precedenti, la Palestina viene rappresentata come un microcosmo del mondo. In Il paradiso probabilmente, accade il contrario: cerco di presentare il mondo come un microcosmo della Palestina. Il paradiso probabilmente mostra situazioni ordinarie della vita quotidiana delle persone che in tutto il mondo vivono in un clima di tensioni geopolitiche. La violenza che si manifesta in un punto del globo è uguale a quella che si osserva altrove. Le immagini e i suoni che veicolano tale violenza o tensione permeano tutti i centri del mondo e non più, come avveniva in passato, solo alcuni angoli remoti del pianeta. I check-point si trovano negli aeroporti e nei centri commerciali di tutte le latitudini. Le sirene della polizia e gli allarmi di sicurezza non sono più a intermittenza ma costanti".

"Piuttosto che concentrarsi su visioni di insieme di cui i media continuano a riempirci, fare generalizzazioni, nascondere qualcosa o falsificare la realtà, Il paradiso probabilmente - ha proseguito Suleiman - si sofferma su momenti banali e insoliti, che di solito restano fuori dagli schermi. Proprio per tale ragione, si rivela intimo, tenero e toccante. Le storie umane e personali, con cui ci si può identificate, pongono domande e suscitano speranze. La trama si intreccia con un montaggio subliminale, fatto di scene che si articolano intorno a movimenti coreografici, il grottesco vira verso l'universo dell'assurdo e le immagini si aprono alla poesia del silenzio, che è il cuore del linguaggio cinematografico".

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