il popolo delle donne - Cineclub Arsenale APS

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IL POPOLO DELLE DONNE

di Yuri Ancarani

Durata: 60'
Luogo, Anno: Italia, 2023
Cast: Marina Valcarenghi


Sinossi

Milano, Università Statale degli Studi. Nel giardino del cortile della Legnaia, seduta dietro una cattedra collocata sul prato, che si fa teatro pubblico, la psicanalista Marina Valcarenghi offre una dissertazione sulle cause della violenza sulle donne e le possibilità di contrastarla. Laureata in giurisprudenza, giornalista, fondatrice di VIOLA, associazione per lo studio e la psicoterapia della violenza e di una scuola psicoterapeutica, la dottoressa è stata la prima psichiatra italiana a lavorare in carcere con detenuti in isolamento per omicidio, stupro e pedofilia, documentati nei saggi "Ho paura di me - Il comportamento sessuale violento e L'insicurezza. La paura di vivere nel nostro tempo".


Critica

Un ragionare pragmatico e partecipe, un passaggio di testimone alle nuove generazioni, che arriva da una militante che ha molto indagato la relazione tra disagio psichico e tessuto sociale. Si va alle radici dell'odio per affrontarlo con gli strumenti più adatti, per produrre antidoti al facile e inutile vittimismo e alla negazione della violenza come istinto umano. A supporto delle sue idee, infatti, la specialista riporta dichiarazioni annotate nella sua attività di terapia coi detenuti in isolamento, ma anche in analisi, in modalità privata. La premessa logica è la constatazione dello squilibrio macroscopico tra il tempo storico in cui le donne sono state oppresse e il breve arco temporale (trent'anni, dal 1946 al 1976 circa) in cui leggi e referendum hanno dato l'avvio alla loro emancipazione. Un "cambiamento epocale" - la fine della patria potestà, l'affermazione economica delle donne, soprattutto - che inevitabilmente avrebbe generato una reazione violenta. Che non è stata prevista.Ponendola al centro di un luogo di sapere, di spinta utopica e cambiamento, Ancarani inquadra la relatrice sia di fronte che di lato, con stacchi continui che ne seguono la direzione dello sguardo. Una scelta di montaggio che evita il pericolo di monotonia di un'esposizione individuale, simula l'attenzione di più interlocutori, ricordando che il discorso è di interesse collettivo.