Il ragazzo più felice del mondo - Arsenale Cinema

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Il ragazzo più felice del mondo

di Gianni Pacinotti


Sinossi

Da qualche parte in Italia c'è un ragazzo che ama il fumetto e scrive da anni la stessa lettera ai suoi autori del cuore. Ha sempre quindici anni e lo stesso desiderio a forma di nuvola: ricevere l'autografo del suo disegnatore preferito. Messo da parte il progetto balzano di declinare al maschile La vita di Adèle e di convincere Domenico Procacci a produrlo, Gipi si mette sulle tracce di Francesco, il fan adolescente che vent'anni prima gli chiese un disegno autografato e oggi manifesta lo stesso amore per ogni destinatario chiedendo a tutti la medesima cosa. Un fonico improvvisato sempre in campo, un grillo parlante che grida alla sua coscienza e un gaio tuttofare col vizio della t-shirt personalizzata sono sufficienti per intraprendere un viaggio che li conduce dove non ci aspettiamo e dove nemmeno loro pensavano di arrivare.


Critica

Basta poco a Gipi per mettere a proprio agio il pubblico, per portarlo dentro al suo nuovo film Il ragazzo più felice del mondo e farlo sentire comodo. Gli basta una prima esilarante sequenza faccia a faccia con Domenico Procacci e un esilarante remake di La vita di Adele. Una volta riuscitoci, Pacinotti (Gian Alfonso, vero nome dietro allo pseudonimo del cineasta e fumettista) è libero di raccontare la sua storia, come spesso tra diario, biografia e invenzione.

Qui Gipi cerca il modo di realizzare un documentario su una storia curiosa che gli è capitata: la lettera di un fan 14enne che lo adora e gli chiede un disegno è arrivata con minime variazione a tantissimi disegnatori e fumettisti nel corso degli anni.

Chi è questo fan misterioso e perché si camuffa dietro bugie e inganni? Gipi assieme a Gero Arone scrive il film come un meta-documentario che è al tempo stesso una commedia auto-riflessiva sul significato della fama e sul rapporto di un artista con il proprio pubblico e la propria ispirazione.

Come sempre Pacinotti,tra sincerità e furbizia,si mette a nudo e si riveste di humour per cercare di trovare lo spettatore spiazzato – così come fa con il lettore dei suoi romanzi grafici – quando deve farsi serio, quando si ferma e si mette a riflettere: è un gioco magari facile, o in qualche caso può sembrare vuoto per il minimalismo dei temi messi in campo. Ma è efficace senza dubbio e soprattutto Il ragazzo più felice sa spogliare alcuni di questi minimi temi e renderli condivisi, se non universali, raccontarli attraverso le sfumature di tono, parlare di una generazione che non riesce o non vuole crescere e di farlo con affetto e un pizzico di commozione, di quelle bolle che ci creiamo ogni giorni nei rapporti personali con sarcasmo discreto.

E alla fine, pur nell’apparenza di non aver raccontato davvero nulla, di aver chiuso il film con un “nulla di fatto”, Gipi è riuscito a descrivere una porzione di mondo e di averlo fatto in modo diretto e comico, onesto e umano. Nonostante gli alti e bassi, gli sbalzi di ritmo, le incertezze e gli inciampi di un film che segue le cose come vengono o è abile a farcelo credere, anche sbagliando.

Mirko Granata, cinematografo.it

 

Scheda
Titolo: Il ragazzo più felice del mondo
Regia di: Gianni Pacinotti
Durata: 90'
Luogo, Anno: Italia, 2018
Cast: Gianni Pacinotti, Davide Barbafiera, Gero Arnone, Francesco Daniele

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