La felicita' degli altri - Cineclub Arsenale APS

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LA FELICITA' DEGLI ALTRI

di Daniel Cohen

Durata: 104'
Luogo, Anno: Francia, 2021
Cast: Vincent Cassel, Bérénice Bejo, Florence Foresti, François Damiens, Daniel Cohen


Sinossi

Léa e Marc, Karine e Francis sono amici di lunga data. Léa è commessa in una boutique di abbigliamento, Marc è quadro in un'impresa specializzata nell'alluminio, Karine è agente pubblicitaria e Francis agente immobiliare. L'indecisa, il macho dominante, la saccente, il maldestro, ognuno occupa il suo posto nel gruppo e a tavola. Ma l'armonia è rotta la sera in cui Lèa, la più discreta del gruppo, annuncia la stesura del suo primo romanzo. Lontani dalle felicitazioni, piccole e grandi gelosie crescono. Il successo del suo libro, che sarà ovviamente un best seller, spinge gli altri a spiegare rovinosamente le ali della creatività. Sul fallimento, le maschere cadono e l'amicizia soccombe.


Critica

Alzi la mano chi non ha mai sperimentato l'odio funesto del fallito che ha a fianco. Che sia a scuola, nel campo da tennis, in tv o il collega in ufficio, spesso hanno per noi, un astio irreprimibile.

Diretto da Daniel Cohen e sceneggiato dallo stesso con la collaborazione di Olivier Dazat, La felicità degli altri tocca proprio quesl tasto dolente. Nato da un testo teatrale, il film è infatti una tracotante riflessione sull'invidia, la rabbia, la gelosia che pervade, sempre più manifesta, la nostra umanità e il successo. Si, ma degli altri!

Partendo anche dalla propria esperienza personale, il regista e autore, ormai al quarto film, si è reso conto che il proprio successo minava la felicità degli altri. Oltre ovviamente a coloro che lo avevano condiviso e riempito di commenti positivi, c'era sempre qualcuno che lo denigrava con critiche anche molto violente, e , proprio da questo caso personale, estendibilie però a tutti, specialmente nel campo dell'arte, è nata l'idea di inscenare "la rivalità del fallito".

Frustrazioni, insoddisfazioni, mancanza di realizzazione personale sono questi i temi provalenti in chi avrebbe voluto scrivere un romanzo, diventare un grande chef, esporre al Moma come scultore o pittore, o vincere le olimpiadi nei 100 metri. Tutti abbiamo ambizioni, ma in questa società frettolosa e superficiale, si esige il successo subito, senza sforzo, senza dedizione.

Spesso invece coloro che osservano chi ha successo non riescono nemmeno a valutare obiettivamente i grandi sacrifici che stanno dietro a quel risultato; grandi studi, grande povertà, grandi insuccessi, spesso deviano e portano a risultati eccellenti come nel caso di vite di artisti in cui finche in vita spesso ignorati, morti di freddo, di fame di malattie, senza soldi. Per poi essere capiti, apprezzati dopo un secolo e nella tomba.

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