La mélodie - Cineclub Arsenale APS

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La mélodie

di Rachid Hami

Durata: 102'
Luogo, Anno: Rachid Hami
Cast: Kad Merad, Samir Guesmi, Alfred Renely


Sinossi

Simon è un violinista che al momento non ha ingaggi e accetta di tenere un corso sullo strumento a una classe di allievi di scuola media inferiore che vivono in condizioni socio ambientali non facili. L'inizio non è semplice perché i ragazzi sono provocatori e sembrano interessati solo a creare disturbo. Progressivamente però il loro interesse si concretizza e del gruppo entra anche a far parte Arnold uno studente di origine centroafricana che non ha mai conosciuto suo padre e che è particolarmente dotato per lo strumento. L'obiettivo della classe è arrivare al concerto di fine d'anno della Filarmonica di Parigi. Gli ostacoli non mancheranno.

In programmazione

Critica

“Non si concentrano più di 30 secondi!” spiega il professore Brahmini al famoso violinista Simon Daoud che ha accettato di preparare gli studenti di una media della banlieu addirittura per suonare in concerto alla Filarmonica di Parigi. All’inizio malmostoso e sulle sue, pieno di problemi personali e titubanze, l’uomo finirà coinvolto nelle dinamiche di questi adolescenti sboccati, dispersivi, caotici, maleducati, sino a rimanerne coinvolto al massimo. “Sono anche delle canaglie. Non è la gioventù he hai conosciuto tu” dice il professore alla madre. Ma con la motivazione giusta…

Ecco: quello che sulla carta pareva un film avvolto nella carta da zucchero, sentimentale e benpensante dal primo proposito sino ai titoli di coda, in realtà possiede una grazia che ne fa una delle sorprese del festival di Venezia. Argutissimo nelle osservazioni psicologiche, attento a “registrare” solo l’autenticità, con scafati professionisti come un imprevedibile e profondo Kad Merad (lontanissimo dalle sue pur allegre commedie) a interagire con la visceralità e la disinvoltura dei ragazzi, La mélodie avvince ed emoziona, scatena ilarità e deterge eventuali scorie ciniche dall’animo degli spettatori. Un’opera prima di Rachid Hami (attore in La schivata e autore di due corti) che si pone felicemente un passo avanti a qualsiasi film-dibattito su razzismo e integrazione, nata dall’osservazione diretta di un corso di classica in un quartiere popolare. Ogni tanto è bello commuoversi.

Massimo Lastrucci, Ciak, 4/2018