La montagna sacra - Arsenale Cinema

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La montagna sacra

di Alejandro Jodorowsky


Sinossi

Un cammino iniziatico, che porta un reietto dal fango di un’esistenza comune e degradata fino alla vetta, inviolabile dai profani, della Montagna Sacra, attraverso un percorso di ininterrotta ri-creazione e trasmutazione interiore, allo scopo non solo di dominare la morte e diventare uno dei Nove Saggi, ma anche di venire a conoscenza del segreto della vita. Un itinerario attraverso simbologie esoteriche, religioni sia occidentali sia orientali, unico mezzo di creazione ed elevazione dell’Anima in un mondo distopico e grottesco, dove regnano fanatismo, edonismo, povertà materiale e spirituale. E non solo:La Montagna Sacra –lettera aperta contro la Modernità – è inoltre un percorso cinematografico, dove ogni fotogramma è una metafora, una citazione, uno spunto di riflessione su politica, morale, sulla distinzione tra sogno e realtà.


Critica

Una musica corale intrisa delle armonie meditative della spiritualità orientale apre le scene su un primo piano di due donne, agghindate e ben truccate.

Mantenendo il raccordo sonoro il piano si allarga, fino a mostrare un ambiente essenziale, dove dominano il bianco e il nero: una parete decorata con delle croci fa da sfondo alla figura di quello che sembra essere un sacerdote nella posizione del loto. Il sacerdote svolge i movimenti del rito del tè giapponese. Si ritorna alle due donne, sulle quali il sacerdote compie una sorta di rituale d'iniziazione: copre loro il volto con degli stracci, le sveste, taglia loro i capelli. Ora il loro aspetto non è più quello di due signore benestanti, ma quello di due monache, ripulite dai loro peccati.

Il rituale termina con un abbraccio tra il celebrante e le due adepte, dopo di che uno stacco di regia chiude il preludio e riapre sul primissimo piano di un occhio, dando il via alla narrazione vera e propria: la storia di un ladro dalle fattezze di Cristo che guidato da un potente mago-alchimista e accompagnato dai sette uomini più potenti della terra, compie un viaggio alla ricerca della montagna sacra, dove spera di trovare il segreto dell'immortalità.

L'incipit su cui ci siamo soffermati contiene già in sé tutti gli elementi espressivi e contenutistici di quello che sarà destinato a diventare il capolavoro dei midnight movies e che rappresenta una vera e propria avventura mistico-simbolica per lo spettatore, al quale il regista vuole offrire un'esperienza profonda e intima, che cambi il suo Io e che possa estendersi al di là dell'apparato cinematografico in cui la visione è rinchiusa.

La spiritualità, che nel film assume un ruolo ben maggiore della semplice atmosfera poetica, ricoprendo un connotato quasi politico, è evocata già in questa prima sequenza da elementi extradiegetici (la musica e i titoli di testa) così come da elementi profilmici (il sacerdote e i suoi movimenti, le croci sullo sfondo, l'essenzialità della scenografia). Si avverte già qui la potenza del simbolo, vero protagonista dell'opera jodorowskiana, e della sua cripticità.

Non solo: anche l'intento etico dell'opera e quello che è il suo tema centrale sono presenti qui, fin da subito: il celamento del volto del sacerdote quale negazione dell'Ego, la trasformazione delle due donne, la spogliazione e l'allontanamento dalla quotidianità frenetica del contemporaneo e la riappropriazione dell'interiorità, sono il riflesso, la metafora, del cammino che lo spettatore stesso dovrà compiere, grazie all'aiuto che ad esso verrà offerto dall'alchemica regia di Jodorowsky.

Così la fruizione cinematografica diventa stimolo per l'azione, la poetica diventa politica, nell'indirizzo (almeno iniziale) di un viaggio progressivo verso la Verità.

Quella che si mostra è dunque una verità-bellezza in cui la dimensione etica e quella estetica si fondono in un unicum inseparabile. Uno degli intenti dell'opera infatti, come dichiarato dal regista stesso in un'intervista, è quello di rendere raggiungibile il Vero attraverso il Bello, utilizzando l'immagine cinematografica come medium per la comunicazione del verbum mistico: "Non credo nella rivoluzione politica, ma nella re-evoluzione poetica. La poesia è essenziale all'essere umano. Perché l'essere umano non può arrivare alla verità. Il massimo a cui può arrivare è la bellezza, e la bellezza è lo splendore della Verità"

Eugenio Radin, Ondacinema.it

 

Scheda
Titolo: La montagna sacra
Regia di: Alejandro Jodorowsky
Durata: 115'
Luogo, Anno: USA, 1973
Cast: Alejandro Jodorowsky, Horacio Salinas, Ramona Saunders

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