La notte di San Lorenzo - Cineclub Arsenale APS

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La notte di San Lorenzo

di Vittorio e Paolo Taviani

Durata: 105'
Luogo, Anno: Italia, 1982
Cast: Omero Antonutti, Claudio Bigagli, Margarita Lozano


Sinossi

Il film è ambientato nel 1944, in un'ondulata campagna toscana, percorsa dai brividi e dal terrore delle ultime fasi della "guerra di liberazione", con i nazisti sullo sfondo, lo scontro partigiani-fascisti, prima incombente, poi esplosivo, e, - in primo piano - la tragedia corale di una popolazione inerme, in parte vittima di un feroce massacro, ma in parte (la più fiera e indipendente) in marcia verso la libertà. (...) Il gruppo guidato da Galvano, dopo un esodo segnato da lunghe paure, brevi parentesi di serenità, momenti di orrore e di violenza cruenta, approda quasi incredulo, alla libertà. Dopo di che la cinepresa ci fa entrare da quella finestra aperta, inquadrando una figura femminile ancora intenta a narrare a un bimbo, come in una cantilena da ninna-nanna, l'altra terribile ed epica "notte di S. Lorenzo".


Critica

Dopo il trionfo di Padre padrone (1977) e la leggera flessione di Il prato (1979), i Taviani riprendono l'idea su cui si basava il loro primo documentario, San Miniato luglio '44, realizzato nel 1954 assieme a Valentino Orsini. Per La notte di San Lorenzo, i due registi decidono di raccontare più a lungo e più accuratamente l'episodio del massacro nella chiesa del loro paese natale. Lo spirito di questo nuovo film è dunque molto diverso da quello adottato nel 1954, dominato dalla forza delle testimonianze scottanti colte dal vivo. Questa volta, a quasi trent'anni di distanza, i Taviani scelgono di rappresentare l'evoluzione di questo episodio nel ricordo di chi l'ha vissuto, le sue tracce rimaste nella memoria collettiva. La storia riprende gli avvenimenti della tragica notte dell'estate del 1944 a San Miniato, tra la fuga di un piccolo gruppo di abitanti che va incontro agli americani (dimensione autobiografica, poiché i Taviani stessi ne facevano parte) e il massacro della popolazione che rimane nella chiesa. Più che il rapporto fra i tedeschi, gli italiani e gli americani, l'interesse dei cineasti si concentra sui conflitti tra i fascisti e gli antifascisti, un'opposizione che è anche il simbolo della divisione tra coloro che decidono di andare alla scoperta dell'ignoto e quelli che si ripiegano su loro stessi, tra i progressisti aperti alle nuove idee e i conservatori rinchiusi nelle loro convenzioni paralizzanti.

Film sulla memoria di un evento storico nel ricordo personale di ciascuno, La notte di San Lorenzo è anche una lezione sulla riflessione storica: "La morale del racconto ‒ sottolinea Paolo Taviani ‒ banalmente è questa: quando le cose vanno male, è il momento di prendere in mano il senso della propria esistenza; quando tutto è perduto, tutto può essere ancora salvato". Film aperto alla speranza, sia essa spirituale o materiale, La notte di San Lorenzo è un capolavoro: "Al di là della Toscana splendidamente fotografata ‒ scrive Gérard Legrand ‒ a tratti aspra, a tratti accogliente, c'è l'Italia intera chiamata a testimoniare se stessa. La volontà di un distacco 'arcaicizzante' e il rigore quasi ieratico proprio dei Taviani appaiono, come mai prima d'ora, spalancati sul futuro". Il film ottenne il Premio speciale della giuria al Festival di Cannes del 1982.

Jean A. Gili, treccani.it