La piazza della mia citta' - Bologna e Lo Stato Sociale - Cineclub Arsenale APS

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LA PIAZZA DELLA MIA CITTA' - BOLOGNA E LO STATO SOCIALE

di Paolo Santamaria

Durata: 88'
Luogo, Anno: Italia, 2020
Cast: Luca Carboni, Gianni Morandi, Matilda De Angelis


Sinossi

Bologna, 12 giugno 2018: dopo diverse difficoltà si tiene in Piazza Maggiore il concerto di Lo Stato Sociale, la formazione cittadina che a febbraio ha ricevuto un’attenzione mediatica enorme dopo l’esibizione al Festival di Sanremo con "Una vita in vacanza". A due anni da quel live gratuito, a cui la sopraintendenza all’archeologia, belle arti e paesaggio aveva inizialmente opposto il veto sull’opportunità culturale dell’evento, la band si ritrova per le vie e i locali della città a ragionare su quell’esperienza e sul valore simbolico di quella piazza.

In programmazione
  • Arsenale Virtuale



Critica

Luogo immortalato da Lucio Dalla nell'omonima canzone (1976), Piazza Grande da secoli abbraccia potere politico (palazzo D’Accursio, sede del Comune) e clericale (la Basilica di San Petronio e la fontana del Nettuno) in un’unica stretta, accogliendo contemporaneamente la comunità sul “crescentone” (rimando alla focaccia lievitata, com'è chiamata in città) cioè la pavimentazione centrale, emergente rispetto al livello circostante.  Su quella distesa di pietre in granito sono avvenuti alcuni dei passaggi storici e sociali più determinanti per il Paese, filtrati e ancora pulsanti nel Dna dei bolognesi: la guerra di Resistenza, la Liberazione, gli scontri del ’77, le manifestazioni sindacali, i funerali dell’attentato alla stazione ferroviaria del 2 agosto 1980. Ma è anche stata il teatro di un memorabile concerto dei Clash (1980) ed è diventata location delle proiezioni all'aperto della rassegna estiva “Sotto le stelle del cinema” e del Festival Cinema Ritrovato, a cura dalla Cineteca di Bologna, che qui fornisce rari documenti d’archivio e vedute della piazza (“tutte le volte che ci sono stato con qualcuno non di Bologna, mi hanno detto «questa cosa l’ho vista succedere solo qui», dice Lodo Guenzi). Infine, anche del concerto de Lo Stato Sociale (che in realtà lì avevano già suonato): a difesa del diritto della band di esibirsi si era schierato infatti sui social, dov’è popolarissimo, Gianni Morandi, sbloccando ogni ostacolo burocratico.  La piazza della mia città di Paolo Santamaria (già alle prese con la scena musicale italiana nel dirigere Ex Otago - Siamo come Genova) avvicenda alle riprese di quella performance le interviste a diversi rappresentanti della cultura in città, approfondendo i pensieri dei componenti della band, che come statuto si dà l’abolizione del concetto di leader: in ordine di apparizione, Francesco Draicchio, Enrico Roberto, Alberto Guidetti, Ludovico Guenzi e Alberto Cazzola. Ognuno di loro si riserva un momento da solista e approfondisce le linee condivise del gruppo: testimoniare l’era del precariato e della violenza, ripristinare un senso di collettività e di amore, non prendersi troppo sul serio, fare del realismo senza dimenticare cantabilità né ballabilità, criticare il sistema temperandolo col graffio sovversivo degli Skiantos (con un’apparizione del fondatore Fabio Testoni e della statua di Daniele Rossi dedicata a Freak Antoni) il loro parlare per slogan paradossali, sradicando frasi fatte e idee preconfezionate. Esponendosi, facendo i nomi, che si tratti di multinazionali petrolchimiche, dei responsabili della morte di Federico Aldrovandi o dell’unico politico in platea sanremese a non averli applauditi nella festa sanremese.  Attorno ai “regaz” una polifonia di voci di artisti e figure chiave della cultura della città si esprime sul ruolo di avanguardia e laboratorio civile che Bologna ha rivestito dal dopoguerra in poi. Il concerto osteggiato in piazza, insomma, si fa pretesto per riporre in chiave pop il tema democratico dello spazio politico, l’agorà, e dell’indipendenza dell’arte dal potere. Curioso, inedito crossover di documento storico e film su una band, che è al contempo anche vivace, lepido e smaltato veicolo di promozione del territorio.

Raffaella Giancristofaro, MyMovies