La Seconda Vita - Cineclub Arsenale APS

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LA SECONDA VITA

di Vito Palmieri

Durata: 85'
Luogo, Anno: Italia, 2024
Cast: Marianna Fontana, Giovanni Anzaldo, Lorenzo Gioielli, Nicola Rignanese


Sinossi

Anna Farnesi arriva a Peccioli, tranquillo paese toscano dove nessuno la conosce, in cerca di un lavoro, e si presenta all'emeroteca della biblioteca locale. Sul suo curriculum non c'è una laurea né alcuna esperienza di archivio, e c'è invece un buco temporale di parecchi anni: ma il direttore della biblioteca la assume lo stesso, compendendo la causa di quel buco: Anna (se questo è il suo vero nome) è appena uscita di prigione. La giovane donna prega il direttore di non informare le colleghe o altri di ciò che ha intuito, e si sistema in paese tenendosi lontana da tutti, con la riservatezza di chi ha un passato ingombrante che non vuole rivelare a nessuno. Ma Antonio, un giovane fabbro incaricato di riparare le fessure che si sono formate nella campana della chiesa locale, è subito attratto da Anna, e cercherà di farla uscire dal guscio nel quale si è volontariamente rinchiusa. E forse di riparare in lei quelle fratture dell'animo che alla giovane donna sembrano insanabili.


Critica

Il regista Vito Palmieri, ispirandosi al romanzo ominimo di Michele Santeramo che lo affianca come cosceneggiatore, fa leva sulla sua esperienza di documentarista per raccontare questa storia di (tentata) redenzione e riscatto incastonandola in un paesaggio silenzioso e riflessivo, dominato dalle statue giganti di Peccioli che dominano il paesagio come muti osservatori delle piccole vicende degli esseri umani. La bella fotografia di Michele D'Attanasio valorizza tanto il borgo toscano quanto le campagne circostanti e il volto intenso di Marianna Fontana, che interpreta la tormentata Anna con dolorosa intensità. E tanto il rapporto fra Anna e Antonio, interpretato con delicatezza da Giovanni Anzaldo, è caratterizzato dal pudore e dal reciproco rispetto, quanto il personaggio del direttore della biblioteca, un ambiguo Lorenzo Gioielli, oscilla fra la benevolenza e il ricatto, facendosi cartina di tornasole della reazione di tante persone "perbene" davanti a chi è uscito dal carcere dopo aver commesso un grave delitto.

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