La vita invisibile di Eurídice Gusmão - Cineclub Arsenale APS

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La vita invisibile di Eurídice Gusmão

di Karim Aïnouz

Durata: 145'
Luogo, Anno: Brasile, 2019
Cast: Julia Stockler, Carol Duarte, Gregorio Duvivier


Sinossi

Rio de Janeiro, 1950. Eurídice e Guida sono due sorelle inseparabili che vivono con i loro genitori dagli ideali conservatori. Immerse in una vita tradizionale, nutrono entrambe dei sogni: Eurídice vuole diventare una rinomata pianista, mentre Guida è in cerca del vero amore. Le loro scelte porteranno alla drastica decisione del padre di separarle. Le sorelle prenderanno due strade diverse senza mai perdere la speranza di potersi ritrovare. Premio Miglior Film Un Certain Regard, Cannes 2019


Critica

La vita invisibile di Eurídice Gusmão si ispira a “La vita invisibile di Eurídice Gusmão”, romanzo del 2015 di Martha Batalha (Edizioni Feltrinelli).

Sono stato profondamente commosso dalla lettura del libro. Ha innescato vividi ricordi della mia vita. Sono cresciuto nel Nord-Est del Brasile conservatore degli anni ’60, in una famiglia composta in maggioranza da donne - una famiglia matriarcale in un contesto iper-machista. Gli uomini erano spariti o spesso assenti. In una cultura patriarcale, ho avuto la grande possibilità di far parte di una famiglia in cui le donne avevano i ruoli principali. Ciò che mi ha spinto ad adattare La vita invisibile di Eurídice Gusmão, era il desiderio di rendere visibili molte vite invisibili, come quelle di mia madre, mia nonna, le mie zie e tante altre donne di quel tempo. Le loro storie non sono state raccontate abbastanza, né nei romanzi, nei libri di storia né nel cinema. Come reagiva una donna negli anni ’50 quando aveva il suo primo rapporto sessuale con il marito? Com’era non voler rimanere incinta prima dell’avvento dei contraccettivi? Come poteva una madre single crescere un bambino in un ambiente che la escludeva in un modo così brutale? Non possiamo dare per scontate queste domande. La sfida consisteva nell’affrontarle da un punto di vista intimo - ed è questo che il romanzo fa con tanta intelligenza.

Il melodramma è stato diluito e reso precario dalla televisione brasiliana con le telenovele. Tuttavia, questi show vengono seguiti da milioni di spettatori ogni giorno, dimostrando che il melodramma ha un forte potenziale comunicativo. Qui ho cercato di celebrare il melodramma come una strategia estetica radicale per delineare una critica sociale dei nostri tempi, visivamente splendida e tragica, grandiosa e cruda. Volevo creare una storia che facesse luce su un capitolo invisibile della storia delle donne.

Ero intenzionato a raccontare una storia di solidarietà, una storia che sottolineasse il fatto che siamo molto più forti insieme di quanto lo siamo da soli, indipendentemente da quanto potremmo essere diversi. Con La vita invisibile di Eurídice Gusmão, ho immaginato un film con colori molto saturi, con l’obbiettivo molto vicino ai personaggi, che palpitasse con loro. Ho immaginato un film pieno di sensualità, di musica, di dramma, lacrime, sudore e mascara, ma anche un film gravido di crudeltà, violenza e sesso; un film che non ha paura di essere sentimentale, più grande della vita stessa - un film che battesse con i cuori delle mie due amate protagoniste: Guida ed Eurídice.

Karim Aïnouz