Le mani sulla città - Cineclub Arsenale APS

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Le mani sulla città

di Francesco Rosi

Durata: 105'
Luogo, Anno: Italia, 1963
Cast: Rod Steiger, Salvo Randone, Guido Alberti.


Sinossi

Napoli, primi Anni Sessanta. Crolla un palazzo a causa di un cantiere limitrofo di proprietà di un certo Nottola, speculatore edilizio appoggiato dalla maggioranza che guida l'amministrazione della città. Viene aperta una commissione d'inchiesta dalla quale emerge che le pratiche per la concessione sono state corrette dal punto di vista formale. Nottola è però diventato 'scomodo' e non è possibile garantirgli il posto da assessore che egli pretende in seguito alle ormai imminenti elezioni.

In programmazione

Critica

Un film che pone Rosi fra i maggiori talenti cinematografici della nostra generazione di mezzo. Al di là di una denuncia politica, contro la classe dirigente italiana appoggiata al centro e di destra, il film ha un grande rilievo per la tragica statura del protagonista, il quale difende se stesso con tutte le armi. È la prima volta che un film è buono nonostante una così attuale polemica politica. Lo si deve alla penetrazione realistica con cui lo stile critico di Rosi dichiara la sua passione morale e la sua lucidità razionale, alla fotografia di Di Venanzo, alla robusta musica di Piccioni, all’ottima recitazione di Rod Steiger, che ancora una volta dà fortissimo risalto alla livida figura di un uomo d’affari che si comporta da bandito, e di Salvo Randone incisivo come sempre, e di Guido Alberti. Le scene di popolo sono eccellenti: da quella del crollo a quella della zuffa, nel vicolo, fra napoletani e polizia. L'opera è riuscita perché, in un argomento che ottiene quotidiane conferme, le due spinte che muovono Rosi hanno coinciso: la descrizione di quei soprusi ci interessa perché vi si specchia una gran macchia della vita pubblica contemporanea. Si è detto che le corde di Rosi suonano all'unisono, tese parallelamente a mettere alla gogna politicanti e approfittatori e a seguire e inchiodare un processo mentale reso drammatico dal conflitto tra due idee-guida della storia: la chiarezza dell'onestà e le ombre del 'particolare

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