L'insulto - Arsenale Cinema

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L'insulto

di Ziad Doueiri


Sinossi

Durante i lavori per rinnovare la facciata di un edificio a Beirut, Toni, un cristiano libanese, e Yasser, un rifugiato palestinese, si scontrano per un impianto idraulico. La lite è piuttosto violenta a livello verbale tanto che Yasser finisce per insultare Toni. Quest'ultimo, ferito nella sua dignità, decide di sporgere denuncia e i due vengono improvvisamente catapultati in un vortice infernale con un lungo processo che attira l'attenzione mediatica nazionale, per le ataviche questioni tra palestinesi e cristiani libanesi. Al processo, oltre agli avvocati e ai familiari, si schierano due fazioni opposte di un paese che riscopre in quell'occasione ferite mai curate e rivelazioni scioccanti, facendo riaffiorare così un passato che è sempre presente.


Critica

Il regista di Beirut Ziad Doueri, cresciuto durante la guerra civile e trasferitosi a 20 anni negli Stati Uniti per studiare cinema, dopo aver affrontato quegli anni centrali nel premiato West Beyrouth, racconta gli strascichi ancora incandescenti nella quotidianità di un Paese sospeso fra modernità e un passato doloroso che riaffiora. Scritto dal regista con l’ex moglie e collaboratrice abituale, anche loro divisi dalla provenienza, L’insulte è un legal drama ben consegnato, con tanto di udienze che aprono scenari inattesi nel passato dei due sfidanti, e una sorprendente sfida in famiglia fra i rispettivi avvocati, ma diventa chiaramente un ritratto del Libano che non chiude con il proprio passato, non riuscendo a elaborarne le ferite. Proprio le udienze infinite costringono i due - entrambi pieni di dignità e buona fede, oltre che convinti di trovarsi nella regione - a superare ritrosie ataviche nel mettere a nudo il proprio passato, che spesso guida le azioni del presente. Un necessario percorso di (ri)lettura dei fatti, di ascolto dell’altro e di superamento delle incomprensioni non solo attraverso una vittoria, ma anche, se non soprattutto, attraverso il superamento di una sconfitta, rendendosi conto dell’enorme valore di chiedere talvolta scusa.

Una faida maschile in cui le donne fungono da fattore calmante, intervenendo con la ragionevolezza che i compagni sembrano aver smarrito. ‘Le parole cambiano tutto’, dice la frase di lancio del film, così come il recupero della memoria nella condivisione delle ferite, senza la pretesa del monopolio della sofferenza. L’insulte ha il merito di appassionare con una struttura di genere impeccabile e di far riflettere senza facili scorciatoie sul passato e su come lo si debba leggere per trarne lezioni per il futuro. Una seduta psicanalitica collettiva: sul lettino sia chi visse la guerra che i più giovani. Ottime le interpretazioni di tutto il cast, su tutti i due protagonisti: Adel Karam e Kamel El Basta.

Mauro Donzelli, comingsoon.it

 

Scheda
Titolo: L'insulto
Regia di: Ziad Doueiri
Durata: 113'
Luogo, Anno: Francia/Libano, 2017
Cast: Adel Karam, Rita Hayek, Kamel El Basha

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