L'Ultima Missione - Project Hail Mary - Cineclub Arsenale APS

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L'ULTIMA MISSIONE - PROJECT HAIL MARY

di Phil Lord, Christopher Miller

Durata: 156'
Luogo, Anno: USA, 2026
Cast: Ryan Gosling, Milana Vayntrub, Sandra Hüller, Ken Leung, James Ortiz


Sinossi

Risvegliatosi dopo un lungo coma farmacologico su una astronave, superato lo shock, un uomo inizia a ricordare chi è e come è finito lì. Si chiama Ryland Grace ed è un insegnante di scienze in una scuola media, ma in passato era un ricercatore universitario di biologia, con teorie controcorrente che l'hanno ostracizzato, tanto da portarlo a lasciare l'accademia. Ora il Sole sta rapidamente perdendo energia, a causa di microscopici alieni detti astrofagi, e le sue teorie su forme di vita alternative ottengono l'attenzione di Eva Stratt.
A capo di una unità di crisi internazionale, che cerca di scongiurare una prossima glaciazione, Eva recluta Ryland e gli dà l'occasione di studiare gli astrofagi. Quindi gli affida il ruolo di astronauta scientifico in una missione diretta verso l'unica stella vicina che gli alieni, misteriosamente, non stanno prosciugando. Ryland sarà il solo sopravvissuto dell'equipaggio, ma arrivato a destinazione troverà un "collega": un extraterrestre giunto in cerca della soluzione al medesimo problema.

In programmazione

Critica

La sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un’opera totale, capace di coniugare lo spettacolo del blockbuster (budget da oltre 200 milioni di dollari) con l’intimità del dramma esistenziale: dopo il silenzioso e solipsistico Neil Armstrong di First Man, Ryan Gosling ci regala il suo astronauta (per caso) definitivo, un uomo che impara a essere tale solo quando smette di essere l’unico centro del suo mondo.

Se nel film di Chazelle l’attore incarnava un uomo che si stava lentamente ibernando nel proprio dolore, ingabbiato in un blocco di granito emotivo, con la Luna non più intesa quale meta scientifica ma come unico luogo abbastanza silenzioso da poter contenere il suo vuoto interiore, qui il suo Ryland Grace ritrova una vitalità goffa, vulnerabile: da astronauta-soldato della gravità si trasforma in acrobata dell’intelletto, la sua forza non è più nella stoica sopportazione del dolore ma nella capacità si sapersi ancora meravigliare.

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