L'UOMO INVISIBILE - Cineclub Arsenale APS

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L'UOMO INVISIBILE

di Leigh Whannell

Durata: 134'
Luogo, Anno: USA, 2020
Cast: Elisabeth Moss, Storm Reid, Oliver Jackson-Cohen


Sinossi

Cecilia si sveglia nella notte e mette in atto la sua fuga dal compagno, il ricco Adrian Griffin, con cui ha una relazione abusiva. L'uomo la insegue persino nella foresta ma la sorella riesce a portare Cecilia in salvo. La donna, traumatizzata, continua a temere che Adrian si rifaccia vivo e l'incubo sembra finire solo quando arriva la notizia della morte di Adrian. La serenità però dura pochissimo, perché inspiegabili fatti avvengono in casa di Cecilia e lei si convince di essere ancora perseguitata da Adrian, divenuto misteriosamente invisibile...

In programmazione

Critica

Realizzato al costo di solo 7 milioni di dollari, L'uomo invisibile ne ha incassati oltre 124: ennesima conferma del fiuto di Jason Blum per horror senza fronzoli che sanno arrivare al nocciolo delle paure contemporanee, nello specifico la violenza sulle donne. Già la versione di Paul Verhoeven era andata in questa direzione, ma qui la protagonista è fin dall'inizio inequivocabilmente la donna e l'uomo invisibile, per larga parte del tempo, è in scena solo come presenza nascosta. Anche quando il regista e sceneggiatore Leigh Whannell arriverà a mostrarlo lo vedremo interamente coperto da una tuta, che non ha nemmeno una vaga stilizzazione di volto. Insomma è una figura il più disumana possibile, che mette l'eroina in schiaccianti difficoltà portandola quindi a sfoggiare tutta la propria determinazione.

Lasciare una relazione abusiva del resto non è facile, le cronache raccontano spesso di come ci si ricada e degli esiti drammatici a cui possono arrivare, ma non è tutto qui il tema di L'uomo invisibile che nel suo essere protetto da una tuta coperta di piccole telecamere è anche un film sulla privacy, su come gli occhi meccanici invadano la nostra vita e la tengano sotto controllo. È infatti con le telecamere di casa che Alfred tiene a bada Cecilia, ed è imparandone il posizionamento, la direzione e i punti ciechi che lei riesce a ribellarsi.

Del resto la protagonista è interpretata da Elisabeth Moss, abituata a operare "Under His Eye", sotto l'occhio sempre vigile di una dittatura maschilista e misogina in The Handmaid's Tale. Non ci sono probabilmente altre attrici che hanno subito sullo schermo tanti soprusi quanti ne sono toccati a lei in questi anni, ma al tempo stesso Moss è diventata un simbolo di ribellione e di emancipazione, di irriducibile lotta contro il patriarcato.

Se L'uomo invisibile è tematicamente pregno, non è meno forte come opera di genere, tanto da partire in medias res con una tesissima fuga per concedere poi solo un breve momento di serenità prima di precipitare in una spirale di paranoia. La paura di essere osservati lascia presto il terreno a quella di essere aggrediti, menomati o uccisi, in un gioco del gatto con il topo sempre più violento e sanguinario, secondo i codici dell'horror già del racconto originale di H.G. Wells e immancabili nelle produzioni di Blum.

Andrea Fornasiero, mymovies.it