Made in Hong Kong - Arsenale Cinema

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Made in Hong Kong

di Fruit Chan


Sinossi

Autumn Moon, Ping e Sylvester sono tre ragazzi difficili delle case popolari di Hong Kong: il primo è un mezzo delinquente abbandonato dal padre, la seconda ha una madre piena di debiti ed è affetta da un tumore che si diffonde rapidamente; Sylvester, invece, ha un ritardo mentale che lo rende sistematicamente lo zimbello dei bulli del quartiere. Moon diventa il capo di questo terzetto accomunato dall'insoddisfazione: quando i tre vengono in possesso della lettera scritta da una ragazza prima di suicidarsi, i loro destini cambiano irreversibilmente.


Critica

Molti hanno provato a raccontare il disagio delle periferie e molti hanno provato a raccontare la paura dell'handover, con il ritorno di Hong Kong alla Cina: nessuno è riuscito a farlo come Fruit Chan.

Girato con avanzi di pellicola provenienti da altri set, attori presi dalla strada e un budget minuscolo, Made in Hong Kongrappresenta lo stato dell'arte del cinema indipendente laddove questo neanche esisteva. Realista per come osserva la miseria oltre l'indigenza di chi vive all'ombra della metropoli e insieme romanzesco per come reinventa personaggi e intrecci in un ambiente caotico e privo di punti di riferimento, Fruit Chan sciocca il mondo per le sue immagini esplosive e per l'urgenza narrativa che le guida. C'è qualcosa di profondamente punk nelle mise di Moon e nel suo atteggiamento iconoclasta, così come nell'incompiutezza della sua "rivoluzione".

C'è più Taxi Driver che A Better Tomorrow nel DNA di Made in Hong Kong: la parabola del gangster movie giovanilista stile Young and Dangerous, che trasforma il killer mafioso in un teen idol, viene sovvertita, privata di ogni edulcorazione e trasformata in rabbia sociale anarcoide, mentre su tutto aleggia la sensazione di quel che i Sex Pistols avevano sintetizzato con le parole "No Future". E le apparizioni di Susan, la ragazza suicida, in un affascinante flashback bluastro e spettrale, rafforzano la sensazione di un momento di trapasso collettivo incombente. Hong Kong sta per cessare di esistere prima di aver compreso realmente la propria identità: le risposte che non ha ottenuto in lunghi anni, prova a estorcerle in un raptus di furia autodistruttiva. Il discorso di Mao dell'epilogo suona come il più amaro degli epitaffi per una breve, contraddittoria e creativa stagione di libertà.

Emanuele Sacchi, Mymovies.it

 

Scheda
Titolo: Made in Hong Kong
Regia di: Fruit Chan
Durata: 108'
Luogo, Anno: Hong Kong, 1997
Cast: Sam Lee, Neiky Hui-Chi, Wenders Li

In programmazione