Nimic - Cineclub Arsenale APS

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NIMIC

di Yorgos Lanthimos

Durata: 12'
Luogo, Anno: Germania/USA/GB, 2019
Cast: Matt Dillon, Daphne Patakia, Susan Elle, Sara Lee, Eugena Lee


Sinossi

Lui è un violoncellista, in apparenza depresso. Stanco della routine familiare - è padre di tre figli - o forse professionale. In metropolitana, dopo le prove per un concerto, chiede l'ora a una sconosciuta: la sua vita cambierà, nel più imprevedibile dei modi.

In programmazione

Critica

In 11 densi minuti il regista greco di The Lobster cattura una scheggia di quotidianità e apre a letture molteplici e discordanti sul senso dell'esperienza uncanny vissuta dallo spettatore. Da principio siamo propensi a identificarci con Matt Dillon e a cercare di comprendere le ragioni del suo dolore: un desiderio puntualmente inappagato quando entra in scena il doppio del protagonista, una ragazza dallo sguardo allucinato che si sostituisce gradualmente a lui nel ruolo di marito e di padre. Nimic d'altronde nasconde nel titolo il proprio senso: in rumeno significa "nulla", in inglese è un neologismo, composto da manic e mimic, un mix di paranoia depressiva e mimesi dei gesti altrui. Ma il gender switch tra i due personaggi potrebbe nascondere altre metafore, a cui Lanthimos allude (la donna sostituisce l'uomo e lo rende inutile e obsoleto?), come un ispirato suggeritore, senza fornire facili risposte. Ad attanagliare il protagonista potrebbe essere la sensazione di essere comunque rimpiazzabile, che il ruolo di marito o compagno abbia una data di scadenza, o più probabilmente che la fluidità ci attraversa in ogni aspetto, tanto da suggerire un epilogo in cui ora sia lui a sedere sul lato opposto della metropolitana, pronto a subentrare, a sua volta, a uno sconosciuto. Nimic è uno spunto geniale più che una storia vera e propria, ideale per la dimensione del cortometraggio: lo choc è assicurato e il minutaggio breve aiuta a mantenere intatto l'enigma. Il tipico utilizzo di Lanthimos dei grandangoli esalta l'effetto di straniamento in seno all'apparente quiete domestica, come già visto, con esiti tragici e orrorifici, in Il sacrificio del cervo sacro, o in chiave di commedia nera in La favorita. Un regista che come sempre è destinato a dividere, ma per chi ama il suo approccio provocatorio e il suo stile inconfondibile, Nimic appare come un tassello fondamentale della sua filmografia.

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