Paul & Paulette Take a Bath - Cineclub Arsenale APS

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PAUL & PAULETTE TAKE A BATH

di Jethro Massey

Durata: 108'
Luogo, Anno: GB, 2024
Cast: Marie Benati, Jérémie Galiana, Fanny Cottençon, Gilles Graveleau, Laurence Vaissiere


Sinossi

In una Parigi intima e insolita, dall’incontro casuale tra l’americano Paul e la francese Paulette nasce un insolito rapporto che si sviluppa attorno a un gioco macabro: la messa in scena di crimini cruenti di epoche passate nei luoghi in cui sono avvenuti. Per lei è un tentativo di fuggire dai ricordi che la perseguitano. Per lui, aspirante fotografo, un modo di esprimersi. Insieme creano un mondo tutto loro, uno spazio sospeso, fragile e inevitabilmente destinato a trasformarsi. Per quanto le loro strade rimarranno unite?


Critica

Paul e Paulette sono giovani e curiosi, girovaghi dell’amore, pieni del desiderio di scoprire nei segni del tempo i volti che lo compongono, in un viaggio di scoperta immaginato come una riscrittura. La loro fantasia di immedesimazione, ed il bisogno di esplorare sé stessi in un processo di confronto con gli altri, cerca quei momenti topici, con ingenuo interesse, nel deposito del racconto mitico. Un interesse morboso ed originale, reso nel film in maniera stravagante dai protagonisti in una macabra e giocosa messa in scena di crimini famosi. Mentre il loro legame diventa più saldo dopo l’incontro casuale nel boulevard di Parigi, cresce un’intesa fatta di attrazione, l’esuberanza dei corpi nel bivio cruciale della vita in cui ogni strada battuta è un sussulto emotivo, un’indagine da portare a paragone prima del prossimo sbaglio. Incontri, appuntamenti galanti, cene romantiche, messaggi, un mosaico sentimentale in continuo aggiornamento tra gli spazi ludici e lavorativi. Fino all’escursione nel mondo privato di Paulette, che arriva nei luoghi della sua infanzia, in Austria, dove ancora vivono i suoi genitori. Un film moderno ed antico, ben diretto, con dialoghi intelligenti, sospeso tra il razionale ed il reale, che offre un’alternativa di conoscenza concreta nel puntiglio di una frase, nei muri scheggiati dai proiettili, nella figura tetra di una gigliottina, ed alimenta di simboli un’illusione che si muove da un’epoca all’altra.

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