Poesia senza fine - Arsenale Cinema

loading...

Poesia senza fine

di Alejandro Jodorowsky


Sinossi

Santiago del Cile, al debutto degli anni Cinquanta. Alejandro Jodorowsky ha vent'anni e il desiderio di diventare poeta contro il parere del padre che lo sogna medico, ricco e borghese. Intrappolato nell'ennesima riunione di famiglia, recide (letteralmente) l'albero genealogico e ripara in una comune di artisti avanguardisti per coltivare finalmente il desiderio ardente. Ispirato dai più grandi maestri della moderna letteratura Latino Americana (Enrique Lihn, Stella Díaz, Nicanor Parra) e immerso nella sperimentazione poetica, Alejandro farà la sua rivoluzione culturale.

Con Poesia senza fine, Alejandro Jodorowsky invita lo spettatore al viaggio. Un viaggio introspettivo che pesca ancora una volta nella sua biografia e nel suo universo fantasmatico, dischiudendo la stagione rocambolesca dell'adolescenza e muovendo verso l'età adulta delle prime espressioni artistiche, dei primi turbamenti sentimentali.


Critica

Esaltazione del cinema magico, quello di Méliès, Poesia senza fine commuove coi suoi trucchi naïf e l'emozione che li nutre riaccordando nella finzione il figlio col padre. Teatrale e frontale nei suoi quadri fissi che rimandano alle strisce dei fumetti, il film danza di nuovo coi ricordi reali e immaginari, inscenando una terapia familiare, divorando la paura, conciliando quello che è inconciliabile e liberando il campo a una poesia senza fine. Quella della magia forse, quella del cinema senza dubbio. Universo esoterico in ebollizione, il mondo di Jodorowsky è filtrato da sogni stupefacenti. Influenzato dalla corrente surrealista, alla fine del film annuncia la sua partenza per Parigi per incontrare Breton, rinnovare il suo 'manifesto' e rimandarci al terzo e ultimo capitolo della sua vita sognata, trasposta, esagerata, sublimata. Tutto è simbolico e tutto è vero. Al cuore di Poesia senza fine c'è la scoperta del mondo artistico, la rottura con l'autorità (genitoriale, politica) e il travaglio di un dolore che cova da qualche parte, nell'incomprensione, nella separazione, nella perdita. Quella del padre, morto prima di avere avuto il tempo di riallacciare, di riallacciarsi.

Romanzi di formazione allucinati, La danza della realtà e Poesía sin fin crescono il loro protagonista all'ombra di due titani, il padre, virilità sbraitante che alleva nel culto dell'eroismo sovietico, e la madre, matrona gigantesca che veglia su di lui come la fata di Pinocchio. A lei l'autore dona repliche liriche realizzando il sogno materno di diventare cantante. Sesso, amore, amicizia, passione, famiglia, religione, morte, tutto quello che fa una vita, si ritrova ingigantito e colorato da Jodorowsky che approda il suo viaggio autobiografico nella Parigi del 1953, dove (ri)nacque filosofo, uomo di teatro e di cinema, fumettista, romanziere, performer, maestro di tarocchi, maître à penser. E dalle rive della Senna riparte la terza parte di un testamento in progress che spunta di nuovo il budget col finanziamento collettivo (crowdfunding), trasformando i soldi in poesia (argent poétique), i desideri pantagruelici in distacco, il provocatore universale in mariposa, la rabbia (filiale) in gioia (paterna). La gioia di aver trovato nell'arte il metodo per essere (anche) un buon padre.

Marzia Gandolfi, Mymovies.it

 

Scheda
Titolo: Poesia senza fine
Regia di: Alejandro Jodorowsky
Durata: 128'
Luogo, Anno: Cile, 2016
Cast: Brontis Jodorowsky, Adan Jodorowsky, Pamela Flores

In programmazione