Rocco e i suoi fratelli - Cineclub Arsenale APS

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Rocco e i suoi fratelli

di Luchino Visconti

Durata: 170'
Luogo, Anno: Italia, Francia, 1960
Cast: Alain Delon, Renato Salvatori, Annie Girardot.


Sinossi

Alla morte del marito, la lucana Rosaria Parondi si trasferisce a Milano, dove abita il primogenito Vincenzo, con gli altri quattro figli maschi: Simone comincia una carriera nella boxe, Rocco fa il garzone in una stireria, Ciro va a lavorare in fabbrica e Luca, il minore, rimane a casa con la madre. L'ossessione di Simone per la prostituta Nadia, della quale si invaghirà anche Rocco, porterà alla tragedia e alla disgregazione della famiglia Parondi.

In programmazione

Critica

Rocco e i suoi fratelli è una coraggiosa sintesi fra tragedia e melodramma, fra le ragioni della Storia, con la volontà di rappresentare realisticamente il fenomeno moderno dell'emigrazione, e le ragioni del mito, che trasfigurano la realtà sociale in racconto epico, attingendo alla tradizione letteraria e musicale dell'Ottocento e al romanzo popolare. Particolarmente interessante la funzione simbolica delle soluzioni linguistiche: il campo lungo e le panoramiche per i desolati scenari urbani, la stazione centrale, le rive dell'Idroscalo; un intenso bianco e nero, quasi a voler visualizzare il fronteggiarsi tra bene e male; il ricorso a un montaggio che alterna a contrasto momenti di boxe a momenti di intimità o di violenza familiare. Il culmine è toccato nella calibratissima scena dell'uccisione di Nadia, girata con una spiccata cura simbolica: il riflesso di Simone sull'acqua, le linee geometriche che tagliano drasticamente l'acqua e la terra, l'inquadratura del coltello, le braccia di Nadia aperte a croce. Anche la musica ha una funzione emblematica: una struggente canzone popolare, ispirata alla nostalgia del paese natio, apre e chiude il film; le canzonette (per esempio Tintarella di luna) scandiscono la vita cittadina milanese; un tema altamente drammatico segna la storia tragica di Simone e Nadia. Rocco e i suoi fratelli suscitò numerose polemiche per i suoi contenuti politici e ideologici: fu ostacolato dalla giunta provinciale di Milano, censurato dalla Procura e boicottato al Festival di Venezia, ma oggi quel carattere di impegno civile ed epico che tanto inquietò i censori può risultare talvolta didascalico ed enfatico. L'originalità del film andrà cercata soprattutto nella sintesi tra le emotività assolute e le dinamiche della nascente piccola borghesia.

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