ROLLING THUNDER REVUE - Cineclub Arsenale APS

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ROLLING THUNDER REVUE

di Martin Scorsese

Durata: 142'
Luogo, Anno: USA, 2019
Cast: Bob Dylan, Allen Ginsberg, Joan Baez


Sinossi

Martin Scorsese alterna immagini di repertorio, estratte da da un enorme ammontare di materiale inedito, e testimonianze recenti per raccontare a suo modo la Rolling Thunder Revue, il tour 1975-1976 che ha portato Dylan e un carrozzone di artisti come Joan Baez, Allen Ginsberg o Patti Smith in giro per il mondo, sulle note dell'album che diventerà Desire.

È Georges Méliès, prestidigitatore e cineasta, a introdurci alle meraviglie della Rolling Thunder Revue. E a dettare così anche cifra stilistica e contenutistica del nostro viaggio. Soprattutto a suggerire la maniera corretta di interpretarlo: quel che seguirà può essere frutto di realtà come di illusione. Sulla base di queste premesse Rolling Thunder Revue - Martin Scorsese racconta Bob Dylan diviene oggetto di difficile classificazione, che obbliga lo spettatore a una visione attiva, partecipativa, in cui è costretto a rimettersi costantemente in discussione.


Critica

Un percorso artistico sinusoidale, destinato a disorientare anche i fan di lunga data, in cui il tour Rolling Thunder Revue ricopre una posizione di centralità, cronologica e tematica: rappresenta l'autentico ritorno di Dylan, dopo l'incidente, l'esilio volontario e la crisi creativa, in un apice di rock'n'roll gitano (cortesia del violino di Scarlet Rivera) che toccherà livelli destinati a non essere più raggiunti nel prosieguo di carriera.

Sul palco Dylan si nasconde dietro maschere o ricorre a make up pesantissimi, gira un film che rimarrà solo un affascinante abbozzo, come Renaldo e Clara, non smette mai di interpretare un personaggio. Come nel momento intimo tra lui e Joan Baez, in cui i due si raccontano le reciproche sliding doors della vita, tra rimpianto e nostalgia: Scorsese lo recupera, ma il girato proviene dal film che Dylan stava realizzando o dalla realtà?

In sostanza un documento su un'epoca straordinaria, ricolmo di momenti di musica esaltanti, che diviene anche, e forse soprattutto, altro. Una riflessione sulla possibilità odierna di nascondere o distorcere la verità, o su come spesso la necessità di spettacolarizzare e gridare più forte spinga inevitabilmente in questa direzione.

I richiami da un passato in cui l'America, dopo il ritiro dal Vietnam e il Watergate, festeggiava il proprio bicentenario assumono così la veste di monito, per un presente che genera disagio e invita a stare in guardia. In cui ogni informazione sembra a nostra disposizione, ma diventa sempre più difficile scrutarne la reale natura. Meglio sognare, sulle ali dell'entusiasmo di una stagione irripetibile.

Emanuele Sacchi, mymovies.it