Scalfire la roccia - Cutting Through Rocks - Cineclub Arsenale APS

loading...

SCALFIRE LA ROCCIA - CUTTING THROUGH ROCKS

di Mohammad Reza Eyni, Sara Khaki

Durata: 94'
Luogo, Anno: Cile/Iran, 2026
Cast: Sara Shahverdi


Sinossi

Da qualche parte, in uno sperduto villaggio del nord ovest iraniano, Sara vive insieme alla sua numerosa famiglia. Il padre è morto quando aveva sedici anni, e da allora è diventata - l'unica al momento non sposata, persino divorziata, tra le sue sorelle - il punto di riferimento dei suoi cari. La sua è un'eccezione lampante: in ogni campo del fare gli uomini hanno libertà d'azione mentre le donne sono oppresse. Costrette a sposarsi contro la loro volontà, spesso ancora bambine, non sono comproprietarie delle case insieme ai loro mariti. Non possono studiare, lavorare o viaggiare, perché la tradizione prevede che "ogni donna dovrebbe vivere o con suo padre o con suo marito".

Per Sara, che veste abiti comodi e sportivi per salire sulla sua moto, ha lavorato sempre come ostetrica, e non ha mai chiesto il permesso per fare ciò che voleva, tutto questo è innaturale e inaccettabile. Quando nel villaggio si indicono le elezioni, si candida e stravince, unica donna in un consesso di uomini poco propensi a lasciare spazio alle loro sorelle, compagne, figlie. Ma la strada per realizzare il suo programma politico femminista-democratico non sarà per niente facile.


Critica

Khaki è una filmmaker iraniana cresciuta negli Stati Uniti, Eyni un direttore della fotografia turco-azerbaigiano che parla la stessa lingua della protagonista Sara Shahverdi. Insieme, durante la pandemia, si erano ripresi nel corto Our Iranian Lockdown, distribuito online dal quotidiano inglese The Guardian. Analogamente, ma in modo diverso, il loro primo lungometraggio è l'esito di una serie di restrizioni, che se da una parte lo rendono un potente ritratto biografico che si fa atto di denuncia, dall'altra lo vincolano a una forma dimostrativa ridondante. L'obiettivo del Sundance Institute Doc film program è realizzare cinema di non fiction che testimoni lo status dei diritti umani in aree geografiche solitamente poco indagate, lo stesso titolo allude alla difficoltà di aprirsi una strada in un contesto fermamente ostile. L'afflato civile del film, quindi, indirizza e guida ogni scelta estetica, soprattutto il montaggio, che oscilla tra pedinamento, reenactement e contemplazione naturale, non sempre armonizzandoli tra loro e con i salti logico-temporali. Le sequenze della quotidianità militante di Sara si rincorrono per ribadire la sistematica violazione dei diritti delle donne, a cui quasi solo lei però, riesce ad opporsi con tutta la volontà e con più di un'amara concessione. Persino all'interno della propria famiglia, quando i fratelli non dividono equamente i proventi del lavoro o cercano con l'inganno di escludere le sorelle dall'eredità.

mymovies.it