Shadows - Cineclub Arsenale APS

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Shadows

di Carlo Lavagna

Durata: 100'
Luogo, Anno: Irlanda, 2020
Cast: Mia Threapleton, Lola Petticrew, Saskia Reeves


Sinossi

Le sorelle Alma e Alex vivono in un hotel abbandonato in mezzo al bosco insieme alla loro madre, una donna severa e intransigente che le tiene lontane dalla luce del giorno e dalla riva del Fiume Nero. Le ragazze possono uscire dall'hotel solo di notte, e la loro sopravvivenza è assicurata dalle battute di caccia materne e da una serra in cui crescono piante medicinali ed erbe prodigiose. Ma Alex comincia a ribellarsi alla severità della madre ed entrambe le sorelle coltivano la curiosità di sapere se c'è qualcuno come loro oltre il Fiume Nero, o se, come asserisce la madre, sono sole con quelle Ombre malevole che le attaccherebbero se osassero avventurarsi fuori.


Critica

Dopo l'esordio con Arianna, racconto di formazione con una protagonista adolescente, Carlo Lavagna si cimenta con il genere - thriller e horror, con apparenti sfumature distopiche - per raccontare una storia di fiducia e tradimento e il complicato rapporto fra tre esseri umani di sesso femminile, due delle quali stanno entrando nell'età ingrata: pulsioni erotiche, mestruazioni e ribellioni comprese.  La coproduzione è italo-irlandese e le interpreti anglosassoni recitano nella loro lingua, ma la sceneggiatura è tutta italiana, firmata da Damiano Bruè, Fabio Mollo, Vanessa Picciarelli e Tiziana Triana, così come è italiano il montaggio di Davide Vizzini.  La trama ricorda da vicino quella di Buio e ancora prima di The Others, ma soprattutto il classico letterario "Il giro di vite" di Henry James. E come sempre non è il cosa ma il come a fare la differenza: Lavagna sa aggiungere alla premessa drammaturgica svolte, toni e sfumature di colore differenti (la gestione della palette del film è uno dei suoi punti di forza, ed è un muro a bande colorate a fare da sfondo ai titoli di testa).  Altro punto di forza è la colonna sonora inquietante e sapientemente orchestrata di Michele Braga, molto amato da Gabriele Mainetti, Sydney Sibilia e Matteo Rovere, quest'ultimo coproduttore per l'Italia di Shadows insieme ad Andrea Paris.  Il film non si limita a rinnovare un genere ma affronta un tema, quello del confronto fra madre e figlie adolescenti, che va oltre l'architettura formale della trama, e riesce a raccontare quel momento in cui una ragazza deve capire se il principale modello femminile che ha davanti corrisponde alla donna che vorrà diventare.  Si sente che Lavagna ha "bagnato i panni" nei fiumi d'oltremanica, perché ha aggiunto asciuttezza e rigore alla messa in scena e alle caratterizzazioni che altrimenti avrebbero rischiato il disdascalismo e la recitazione sopra le righe di molto cinema italiano recente. Shadows, come dice il titolo stesso, è un film di ombre e di non detti, di proiezioni sulla caverna di Platone e di paure così grandi da diventare guardiani, anche di noi stessi. E il Fiume Nero pare quello lungo il quale correva la morte, e presso cui dimorava quel Male che non sempre è (solo) fuori di noi.  Il fiore all'occhiello del film resta però l'interpretazione, nel ruolo di Alma, di Mia Threapleton, degna figlia di Kate Winslet, con cui condivide un innato istinto per il vero e un rifiuto connaturato di tutto ciò che è artificiale e "recitato". Mia incarna le paure e i dubbi di Alma senza alcun filtro e senza alcun (falso) pudore, superando in bravura le pur efficaci Saskia Reeves (la madre) e Lola Petticrew (l'irresistibile ribelle Alex).

Paola Casella, MyMovies