Simple woman - Cineclub Arsenale APS

loading...

SIMPLE WOMAN

di Maria Chiara Malta

Durata: 85'
Luogo, Anno: Italia, 2019
Cast: Jasmine Trinca, Elina Löwensohn, Francesco Acquaroli


Sinossi

Roma, 1989. La piccola Federica festeggia il Natale insieme al padre, le tre zie e i cugini, che la reputano un po' strana. Intanto in tv passano le immagini sconvolgenti della fucilazione di Ceausescu e della moglie in seguito al colpo di Stato in Romania: diretta catodica di un passaggio storico cruento, troppo realistico per la bambina, che infatti cade in preda ad un attacco epilettico. La stessa cosa accade, ma nella finzione, al personaggio di Elina Löwensohn in Simple Men di Hal Hartley (1992), film che Federica, che con un rapido passaggio ritroviamo adolescente, conosce a memoria avendolo visto ripetutamente al cinema, per riviverne, come in una scena primaria, le sue convulsioni.


Critica

Una fantasia, genere in cui il cinema italiano ha raramente il coraggio di avventurarsi, che si muove nei territori fragili, illusori, della proiezione, dell'immedesimazione e del rapporto delicatissimo, fondativo del cinema, tra chi mette in scena e "regala" un ruolo e chi se lo carica sulle spalle, in un'esplorazione sempre incerta e destabilizzante. Tra ossessioni spettatoriali e cinema nel suo dispiegarsi, la vera novità è Jasmine Trinca, sorta di alter ego della regista, in un'inedita versione goffa e antiseduttiva, che lavora sullo stupore quasi infantile di un'artista in cerca del proprio linguaggio. Peccato solo che tra innamoramenti da cui prendere le distanze (la scena madre sui Sonic Youth del film di Hartley), luoghi metropolitani iconici (su tutti, la non casuale ambientazione al morettiano Nuovo Sacher di Roma), sfondamenti dell'inconscio sul dato reale, un approccio così originale, quasi in consonanza con le due coprotagoniste, si perda in una proliferazione di spunti, indizi, piani narrativi. Una riflessione sul disincontro, il fraintendimento, che si risolve in una liberatoria, sequenza finale, a testimoniare la fatica e il caos felice di ogni ricerca creativa.

Raffaella Giancristofaro, Mymovies.it

placeholder