Sotto le stelle di Parigi - Cineclub Arsenale APS

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SOTTO LE STELLE DI PARIGI

di Claus Drexelcon

Durata: 87'
Luogo, Anno: Francia, 2021
Cast: Catherine Frot, Mahamadou Yaffa, Jean-Henri Compèr


Sinossi

Per molti anni Christine ha vissuto sotto un ponte, isolata da tutta la famiglia e gli amici. Una notte, proprio come in una fiaba, un bambino di otto anni appare di fronte al suo rifugio. Suli non parla francese, si è perso, separato da sua madre ... Insieme, vanno a cercarla. Per le strade di Parigi, Christine e Suli si conosceranno. E Christine trova un'umanità che pensava fosse scomparsa.


Critica

In un periodo in cui le tensioni sociali nella capitale francese sono spesso portate sul grande schermo (ultimo in ordine di arrivo è Les misérables di Ladj Ly sulla vita nelle banlieue), Drexel ha mostrato cosa succede quando cala la notte sulla Ville Lumière e gli esuli e gli emarginati popolano le vie immerse nell’oscurità, invisibili tanto quanto alla luce del giorno. Perché c’è una Parigi, di notte, dove prendono vita le storie di tanti senzatetto, i dimenticati ai margini della società, di cui di solito ci si ricorda solo per spendere due parole di compassione. Tra le storie raccontate troviamo anche quella di Christine, abbandonata alla solitudine della vita per strada dopo che parenti e amici le hanno voltato le spalle e costretta a vivere sotto un ponte. Sei anni dopo Christine torna come protagonista, questa volta in un dramma di finzione e interpretata da Catherine Frot. L’ambiente è lo stesso, così come la sua condizione. Una sera, però, Suli bussa – metaforicamente – alla sua porta. Suli è un bambino di otto anni di origine eritrea, non sa una parola di francese ed è in cerca di sua madre. Al tema dei clochard si aggiungono quelli dell’immigrazione e dell’integrazione.

Drexel, che inizialmente voleva mostrare a tutti da vicino la vita dei senzatetto, «coltivare la loro bellezza, la loro sensibilità e la loro poesia», inserisce anche una buona dose di empatia, costringendo lo spettatore a mettersi nei panni di chi, in una terra sconosciuta, si ritrova all’improvviso solo e senza punti di riferimento. Una realtà che, soprattutto oggigiorno, ci tocca da vicino e che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente. Suli e Christine si mettono quindi in cammino tra le strade di Parigi, sotto una volta coperta di stelle, alla ricerca della madre. E nella loro piccola odissea, Christine riscopre un’affettività che credeva perduta. La scoperta di un senso di vicinanza e fratellanza tra mondi, culture e generazioni diverse che fa sentire la sua forza proprio nel mezzo della disperazione e dello smarrimento. Una critica, nemmeno troppo velata, al ben pensare dell’alta borghesia, quella lieve ipocrisia che potrebbe commuoversi di fronte alla loro storia ma che impiegherebbe un attimo a girarsi dall’altra parte. Suli e Christine diventano così emblemi di quella parte di umanità, forse nascosta ma sempre viva, che non conosce barriere e anche nell’oscurità più profonda riesce a trovare una luce.

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