SUBMERGENCE - Cineclub Arsenale APS

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SUBMERGENCE

di Wim Wenders

Durata: 112'
Luogo, Anno: USA, 2019
Cast: Alicia Vikander, James McAvoy, Alex Hafner


Sinossi

In un albergo della Normandia, la biomatematica Danny si innamora della spia James prima che questi parta per la Somalia per lavorare a un progetto segreto. Quando viene rapito dai jihadisti, non ha modo di mettersi in contatto con lei. Nel frattempo, Danny si domanda il perché di questa mancanza di comunicazione.

In programmazione

Critica

Wim Wenders è riuscito con Submergence a tendere una leggera tela di rimandi: non solo alla propria filmografia come per il kamikaze Saif (interpretato da Reda Kateb, protagonista ne I bei giorni di Aranjuez e nel biopic jazz Django) e la fotografia iper-realista di Benoit Debie (già collaboratore del regista in Ritorno alla vita) ma anche alla storia del cinema (la barca di Danielle si chiama “L’Atalante”, in omaggio all’omonimo capolavoro del maestro francese Jean Vigo) e alla pittura romantica tedesca (i dipinti di Caspar David Friedrich al museo fanno da sfondo al momento in cui James prende accordi per la missione).

Il tatuaggio del protagonista è visto dai fondamentalisti islamici come una sorta di marchio ma nonostante sia bollato come un infedele viene trattato con cura (capiscono che conosce l’arabo e il corano) ed affidato al dottore Shadid (Alexander Siddig). Quest’ultimo è un personaggio che dimostra vicinanza a James e vorrà aiutarlo nel realizzare dei pozzi per i villaggi africani: l’acqua è l’elemento connettore tra le varie realtà de-localizzate che vivranno e legheranno i nostri personaggi, dalla prima all’ultima scena del film.

La frase che sentiamo: “Acqua all’acqua, è ciò di cui siamo fatti” ci colpisce sia perché contiene ciò che di più prezioso abbiamo (la vita) ma al tempo stesso ci ricorda anche la causa principale di conflitti e divari presenti a livello internazionale, non ancora risolti. Submergence con il suo mixare la geopolitica ai sentimenti, il surriscaldamento globale con i terroristi, è in grado di far riflettere lo spettatore sul mondo in cui vive.

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