Suspiria - Cineclub Arsenale APS

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SUSPIRIA

di Dario Argento

Durata: 97'
Luogo, Anno: Italia, 1977
Cast: Flavio Bucci, Alida Valli, Stefania Casini, Jessica Harper, Miguel Bosé


Sinossi

Desiderosa di perfezionarsi, Suzy, una giovane americana, vola in Germania, all'Accademia di Friburgo, la più famosa scuola europea di danza. Vi arriva in una tempestosa notte di tregenda e scorge una ragazza che ne fugge. Poi suona invano al campanello dell'Accademia: non la fanno entrare. Così deve riprendere il suo taxi e andarsene altrove per la notte. Intanto, la fuggitiva, Pat, trova rifugio da un'amica, ma è ossessionata da qualcosa che non vuole spiegare. Una mano sconosciuta sbuca da oltre la finestra del bagno e trucida la ragazza, mentre l'amica cerca invano di entrare. Il mattino dopo, Suzy ci riprova e stavolta l'algida miss Tanner la accoglie con fredda cordialità e la presenta all'insegnante, madame Blanc. Questa le rivela la tragica sorte di Pat e la ammonisce a stare attenta alle amicizie. Poi le spiega che per motivi tecnici non potrà alloggiare all'Accademia, ma in città, presso un'allieva del terzo anno, Olga. Suzy comincia a conoscere le altre allieve e nota che il clima non è sempre amichevole, ma i problemi veri saranno altri, quando inizierà a capire in quale luogo è veramente capitata.

In programmazione

Critica

Come già altri film degli anni '70 (per esempio, pochi anni prima, Lemora la metamorfosi di Satana), Argento utilizza in chiave apertamente horror elementi del mondo delle favole, presentando personaggi tipici di quel mondo, dall'apparentemente inerme protagonista alle streghe. Lo fa con un notevole tasso di cattiveria e di convinzione.Come Cappuccetto Rosso, Suzy entra in una strana dimora, ancora più pericolosa di un bosco oscuro, popolata da personaggi misteriosi, alcuni ostili, altri forse amichevoli, altri ancora ambigui e deve contare solo sulla sua innocenza per sperare di salvarsi. L'Accademia non è il classico luogo chiuso dall'atmosfera macabra tipico degli horror: è un luogo magico, multicolore, attraente, eppure ancora più letale. L'inizio è fulminante per la scelta delle atmosfere, la rapidità dell'azione e la capacità di introdurre in modo efficace e visualmente straordinario un clima enigmatico, surreale e minaccioso. Si vede subito la mano di un autore in stato di grazia che azzecca tutte le mosse, realizzando un film che diventa un classico istantaneo, un paradigma influente per molto dell'horror successivo. Caratteristico è l'uso del colore, che ha chiare ascendenze baviane (da Mario Bava), ma persegue un percorso personale di grande fascino visuale. Ogni svolta narrativa è occasione per esprimere controllo e maestria. Magistrale è anche la gestione di episodi minori, come per esempio l'invasione di larve dalla soffitta.Raffinati giochi di luce e una costante applicazione di fantasia registica sia nei movimenti di macchina sia nella pura messa in scena accompagnano senza sforzo l'azione in un tripudio estetico che è una gioia per gli occhi.

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